Gli investitori? “Sembrano colpiti da un disturbo bipolare”
12 marzo 2019
di la redazione
1 min
L’euforia prevale sui mercati dall’inizio dell’anno, complice il cambio di rotta di Fed e Bce. Ma la reazione dei mercati di fronte alle politiche accomodanti “è, per il momento, paradossale”. Parla il cio di La Financière de l’Echiquier
Olivier De Berranger, chief investment officer di La Financière de l’Echiquier
In psichiatria, il termine ‘disturbo bipolare’ si riferisce all’alternanza tra periodi di eccitazione e di depressione ed è caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore. “Se c’è un disordine che colpisce gli investitori è proprio questo”, scrive Olivier De Berranger, chief investment officer di La Financière de l’Echiquier, nella sua ultima nota settimanale.
Secondo l’esperto, la sequenza degli ultimi cinque mesi con l’euforia subentrata ai primi di gennaio a un episodio depressivo acuto protrattosi da ottobre a dicembre “ne è una perfetta illustrazione”.
Il fattore che ha scatenato il periodo di correzione, prosegue De Berranger, “è ormai noto: l’anticipazione di un rallentamento economico globale dovuto a fattori congiunturali – guerra commerciale, Brexit, crisi del settore automobilistico – ma anche strutturali – inasprimento delle condizioni monetarie”.
Tuttavia, osserva il direttore investimenti della casa francese, “l’euforia prevale sui mercati dall’inizio dell’anno dove gli investitori hanno manifestato grande interesse nei confronti di tutti gli asset finanziari. Questa inversione di tendenza è giustificata dal cambiamento di rotta delle principali banche centrali e dalle misure di stimolo fiscale attuate in alcuni paesi come la Cina, l’Italia o la Francia”.
La settimana scorsa, la Banca Centrale Europea ha chiuso una serie di dichiarazioni rilasciate dai governatori centrali. Nel corso dell’intervento, la Bce ha annunciato di voler mantenere stabili i tassi fino al 2020 almeno oltre a un nuovo programma di finanziamento per le banche, “dimostrandosi così in linea con gli annunci più accomodanti della Fed e della People’s Bank of China” spiega De Berranger.
Ma la reazione dei mercati di fronte a questa nuova iniezione di liquidità “è, per il momento, paradossale”, afferma senza mezzi termini il cio. “Mentre, a rigor di logica, l’euro si è indebolito e i tassi a lungo termine sono scesi in modo significativo (il tasso decennale tedesco è vicino allo 0%!), gli asset maggiormente a rischio come le azioni hanno nel frattempo perso quota”.
Che sia l’inizio di un nuovo episodio depressivo? “Ce lo dirà il futuro”, chiosa De Berranger. “Tuttavia, anche se l’euforia generalizzata si sta pian piano dissipando c’è da scommettere che bisognerà essere selettivi per separare il grano dalla pula, che si tratti delle asset class o dei singoli titoli”.
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