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La ricorrenza venne istituita nel 1924 per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di accantonare capitali e ripristinare la fiducia nelle banche
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Il 31 ottobre 1973, improvvisamente il mondo della finanza in Italia entrò in fibrillazione: per qualche strana ragione, quel giorno non ci sarebbero state le consuete celebrazioni annuali della Giornata internazionale del risparmio. I volantini erano stati affissi, le pubblicità erano comparse sui giornali: ma la tradizionale giornata, tanto attesa dagli operatori finanziari per avere preziose indicazioni dalla prestigiosa triade di relatori (il presidente delle Acri, Giordano Dell’Amore, il Governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, e il ministro del Tesoro, che in quei giorni era Ugo La Malfa), era stata cancellata senza un perché. La fase era piuttosto delicata: era imminente la riforma fiscale, con grandi incognite sul reddito fisso; si attendevano indicazioni sulla politica monetaria per capire che direzione avrebbe preso la lira; e in quel periodo ferveva il dibattito sulla riforma delle società per azioni e delle Borse valori. La misteriosa cancellazione delle celebrazioni suscitò un’aspra polemica tra gli agenti di cambio.
Alla fine venne fuori che le celebrazioni erano saltate a causa dell’assenza del presidente della Repubblica Giovanni Leone: ma il trambusto che ne era nato può ben chiarire l’importante valore della Giornata del Risparmio per il mondo della finanza in Italia. E non solo: questa giornata viene celebrata in 80 Paesi in tutto il mondo.
Una storia nata in Italia
La Giornata internazionale del Risparmio era nata proprio in Italia, il 31 ottobre del 1924, quando si tenne a Milano, nella sede della Cariplo, il primo Congresso Internazionale del Risparmio. L’evento era stato pianificato per uno scambio di informazioni e buone pratiche sulle modalità di raccolta delle banche dei 26 Paesi partecipanti, ma alla fine del congresso si decise di cristallizzare, a partire dal 1925 una giornata annuale dedicata al risparmio, per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di accantonare il denaro, e ripristinare la fiducia della popolazione nelle banche, che era uscita piuttosto malconcia dai terribili anni della Prima Guerra mondiale.
Da allora, questa ricorrenza è stata celebrata ogni anno, praticamente ininterrottamente (tra le interruzioni ricordiamo appunto il curioso episodio del 1973). Le celebrazioni hanno dato vita a tanti discorsi, di esponenti delle istituzioni e degli operatori finanziari, produzione di libri, brochure, pamphlet, articoli, trasmissioni radio e televisive, contenuti educativi, perfino film propagandistici. Senza dimenticare le incursioni musicali: nel 1928 e nel 1935, sono stati addirittura composti degli “Inni del Risparmio”, proposti prima in Italia e poi in vari Paesi tra cui Belgio, Regno Unito, Austria, Polonia, Cecoslovacchia, Francia, Spagna e Germania. Anche negli anni in cui la partecipazione delle istituzioni pubbliche è sotto tono, ci sono comunque iniziative del mondo privato in tema di educazione finanziaria e sensibilizzazione al risparmio. Alcune banche in passato regalavano perfino dei libretti di risparmio ai neonati nati il 31 ottobre.
Seguendo il filo storico delle varie Giornate del Risparmio e dei discorsi tenuti in tali occasioni, si può ricostruire fedelmente una storia dei patemi e dei fattori che hanno tenuto banco nel mondo economico e finanziario negli anni dal 1925 – primo anno di celebrazione dopo l’istituzione della ricorrenza un anno prima – a oggi. In tal senso, una lettura interessante sono i discorsi di Guido Carli negli anni da governatore alla Banca d’Italia, pubblicati in un volume edito da Laterza (“Mercato, Europa e Libertà”). Al suo debutto da governatore, nella Giornata del Risparmio del 1960, Carli sottolineava che “le banche devono conciliare in ogni circostanza l’essenza di prestare assistenza creditizia adeguata ad una economia in sviluppo con quella di tutelare la propria posizione patrimoniale nell’interesse dei depositanti”. Nel 1965, disse che “l’esistenza di un mercato dei capitali efficiente costituisce una delle condizioni di successo di una politica degli investimenti”.
Molte delle considerazioni riproposte, anno dopo anno, in occasione della Giornata del Risparmio sono sicuramente valide anche oggi. A partire dall’assunto di base da cui questa ricorrenza è nata: la necessità di motivare i cittadini a risparmiare, ad accantonare capitali per assicurarsi un futuro sereno. Nell’anno in cui la liquidità parcheggiata sui conti correnti ha raggiunto i livelli del Pil, e in cui la previdenza complementare stenta ancora a decollare, abbiamo ancora un gran bisogno della Giornata del Risparmio.
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