Commercio estero, cresce l’export verso i Paesi extra Ue
Secondo l'Istat c'è stato un aumento congiunturale per le esportazioni italiane (+3,6%) e un calo per le importazioni (-0,7%)
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Dopo quattro mesi di accelerazione, a settembre, l’inflazione in Italia rallenta seppur lievemente. Lo rileva l’Istat secondo le sue stime preliminari. “A decelerare di pochi decimi di punto – commenta la nota diramata dall’Istat – è anche l’inflazione che pesa sulle spese quotidiane (beni alimentari, per la cura della casa e della persona e prodotti ad alta frequenza d’acquisto) a causa principalmente delle componenti più volatili del paniere: frutta e vegetali freschi, carburanti. Per i prodotti di largo consumo, cosi’ come per gli Energetici regolamentati (gas ed elettricità) la crescita dei prezzi rimane comunque più alta di quella che si registra per il paniere nel suo complesso”.
Nello specifico, il comunicato spiega che, “secondo le stime preliminari, nel mese di settembre 2018 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,4% su base mensile e una crescita dell’1,5% su base annua (da +1,6% di agosto)”.
Inoltre “il lieve rallentamento dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (la cui crescita su base annua passa da +3,1% a +2,4%), alla quale si somma quella dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,8% di agosto a +2,5%) e dei beni energetici non regolamentati che tuttavia continuano ad aumentare a ritmi sostenuti (da +9,5% del mese precedente a +9,3%)”.
Per quanto riguarda “l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rimane stabile a +0,8%, mentre quella al netto dei soli beni energetici registra una lieve decelerazione da +1,1% a +1,0%. La diminuzione congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-4,9%) e, in misura più contenuta, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), a causa, prevalentemente, di fattori di natura stagionale”.
