“I Kid Priips? Così non vanno”. Efama chiede proroga esenzione per i fondi Ucits
L'associazione dei gestori europei ritiene che la revisione sia inevitabile e da avviare "con urgenza" per tutelare gli interessi degli investitori retail
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Efama, l’associazione europea dei fondi e del risparmio gestito, ha aggiornato la European Fund Classification (EFC), il sistema di classificazione paneuropeo dei fondi originariamente creato nel 2012 dallo European Fund Categorisation Forum (EFCF), che mira a diventare un punto di riferimento nel mercato Ue.
Una delle principali ragioni per cui Efama ha deciso di aggiornare la classificazione, ha commentato in un’intervista a FocusRisparmio Thomas Tilley, Senior Economist di Efama, “è che dal 2012 il mercato dei fondi di investimento è cambiato, quindi con questa revisione volevamo riflettere le nuove condizioni di mercato. Abbiamo incluso i fondi obbligazionari flessibili, rivisto la categoria del Money Market, e tra le principali novità abbiamo aggiornato la categoria dei fondi azionari, offrendo loro la possibilità di indicare anche un tema (come medtech, energia pulita, acqua, eccetera); visto che al momento c’è grande attenzione sui fondi tematici ci tenevamo a catturare questo trend”, ha spiegato Tilley.
In effetti, dalla prima edizione della brochure “The European Fund Classification – EFC Categories”, l’industria si è dovuta adattare al contesto di mercato in evoluzione, contraddistinto da aggiornamenti regolamentari orientati a una maggiore protezione dell’investitore, e dalla nascita di nuove società di fondi che hanno creato e lanciato nuovi prodotti.
Il sistema di classificazione prevede che ciascun fondo possa essere classificato in una sola categoria a seconda degli asset in cui investe, dividendo l’universo dei fondi in sei categorie: equity, bond, multi-asset, money market, “Absolute Return Innovative Strategies” (ARIS) e altri fondi. È stata eliminata la categoria “convertibili”, visto che l’incidenza di questi fondi è piuttosto bassa al momento. Le categorie sono poi segmentati in base ad altri nove criteri: Paese/regione, settore, capitalizzazione di mercato, esposizione valutaria, qualità del credito, esposizione ai tassi di interesse, esposizione ai mercati emergenti, asset allocation e caratteristiche strutturali. E i fondi azionari, come già accennato, possono essere ulteriormente categorizzati su base tematica.
Per Tanguy van de Werve, il direttore generale di Efama, “una struttura di classificazione paneuropea dei fondi non è mai stata così importante. Gli UCITS sono riconosciuti in tutto il mondo come strumenti regolamentati e trasparenti, ideali per gli investitori retail. Ogni sforzo per rafforzare questi vantaggi rafforzerà ulteriormente l’industria”.
Bernard Delbecque, Senior Director, Economics & Research di Efama, ha infatti spiegato a FocusRisparmio che “con il lancio della prima brochure la nostra speranza era di attirare maggiore attenzione sulla classificazione e convincere un maggior numero di gestori a sostenerla, vale a dire indicando le partecipazioni di portafoglio”. Il bilancio di questi otto anni è positivo, sottolinea Delbecque: sul sito di Efama si può vedere che molte società hanno aderito e molti fondi sono stati classificati. “Possiamo dire che questo sistema ha fatto molta strada”, chiosa Delbecque. Ma allo stesso tempo “abbiamo pensato che la copertura fosse insufficiente per rendere la classificazione un punto di riferimento per il mercato”, ha aggiunto il Senior Director, spiegando che a tal fine si stanno compiendo diversi passi, come la decisione due anni fa di inserire una “classificazione indicativa complementare”, che è stata applicata ai fondi distribuiti in Svizzera in Germania (e “potrebbe essere estesa anche ai fondi francesi, ma è un aspetto ancora in fase di discussione”).
“La nostra speranza – procede Delbecque – è che ci sarà maggiore attenzione e un uso più esteso di questa classificazione da parte dei distributori, per convincere i fund manager a indicare le loro posizioni di portafoglio e passare, in questo modo, a un sistema di classificazione verificata”.
La revisione ha preso anche in considerazione la regolamentazione, relativamente nuova, dei Money Market funds, e l’obbligo dei gestori di MMF di riportarne i dati all’Esma, in modo da rendere la classificazione compliant con tali regole. Ma Delbecque spiega che si tratta di un’eccezione, e che la spinta alla revision non è nata da questioni regolatorie: piuttosto, con le modifiche “intendiamo offrire uno strumento migliore di comparazione dei fondi, basato su criteri solidi e trasparenti. Questo fine serve l’obiettivo del single market e la protezione degli investitori, quindi in un certo senso stiamo sostenendo il fine generale della regolamentazione”, spiega Delbecque nell’intervista.
“Stiamo dando al mercato un modo molto trasparente per classificare i fondi, ideato e posseduto dall’industria. In questo, l’Efc è unico”, commenta Tilley. “Ci sono diverse associazioni che mantengono qualche forma di classificazione, ma il lavoro che facciamo qui a Efama è utile, e in grado probabilmente di innescare degli sviluppi positivi ispirati a ciò che stiamo facendo in questo campo”, gli fa eco Delbecque.
L’Efc è un sistema gratuito, senza fini commerciali, gestito dall’industria nel suo complesso e non soggetto a interessi particolari, revisionato dal classificatore e dalle società di fondi su base trimestrale, per riflettere i riposizionamenti dei fondi. Attualmente il sistema di classificazione verificata copre un universo di 4.587 fondi, mentre la classificazione indicativa copre 10.455 fondi.
