Deflussi record per i fondi azionari a marzo in Europa. Morningstar: “Peggio che nel 2008”
Le stime anticipate dal Financial Times quantificano in 48,7 miliardi i riscatti sui fondi azionari in Europa lo scorso mese
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Il settore del risparmio gestito europeo è sulla via della guarigione dopo la doccia gelata di marzo – del tutto attesa dal mercato vista la situazione critica sul fronte sanitario ed economico.
Secondo le prime stime che circolano sul settore formulate da UBS, anticipate stamattina da Ignites Europe, ad aprile i deflussi netti che hanno interessato l’industria europea dei fondi comuni si sono drasticamente ridotti passando a 5,2 miliardi di euro dai 41 miliardi di marzo, il peggior dato mensile dopo la crisi finanziaria del 2008.
Le previsioni riguardano soltanto gli asset manager quotati su mercati regolamentati, specifica la nota della banca d’affari svizzera.
Gli analisti di UBS basano le loro stime per aprile sulle informazioni fornite dai fondi che riportano le statistiche su gestione e performance su base quotidiana: “Le stime hanno livelli relativamente elevati di accuratezza, date le forti correlazioni tra i flussi giornalieri aggregati e i flussi mensili riportati”, scrivono gli analisti.
La miglior performance relativa rispetto al mese precedente in termini di flussi si riflette anche sul prezzo delle azioni degli asset manager quotati. Fra questi, il rapporto UBS indica che la performance del prezzo delle azioni dei gestori patrimoniali europei di cui è stata investita è stata positiva il mese scorso, dal momento che tutti, tranne Standard Life Aberdeen, hanno sovraperformato l’indice Stoxx 600. Anima e DWS sono stati i più performanti, con rispettivi aumenti del 32% e 26%.
