La classifica dei migliori fondi aperti del 2019
Nel 2019 i gestori sono riusciti a remunerare il rischio assunto in maniera più che soddisfacente. Ne parliamo con Paolo Rizzo, partner e fund manager di Anthilia Small Cap Italia
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Nei dieci anni post crisi che vanno dal 2008 al 2018 i sottoscrittori di fondi comuni aperti e sicav di diritto italiano hanno ottenuto rendimenti più alti rispetto ai Bot e sostanzialmente in linea con la rivalutazione del Tfr.
Lo rivela “L’indagine annuale su fondi e sicav di diritto italiano” realizzata dall’Area Studi di Mediobanca. Secondo la ricerca l’industria italiana dei fondi si colloca dodicesima nella graduatoria mondiale per patrimonio: 207 miliardi che diventano 626 se nel conteggio vengono inseriti anche i fondi round-trip (ossia i prodotti promossi da Sgr di diritto italiano che però vengono domiciliati all’estero, tipicamente in Lussemburgo e Irlanda), e 638 aggiungendo pure i fondi di fondi. L’incidenza dell’industria italiana sul patrimonio globale è pari all’1,2%.
Ma quanto rendono i fondi e le sicav di diritto italiano?
Secondo l’indagine annuale degli analisti di Mediobanca, 100 euro investiti a fine 2008 in fondi comuni aperti italiani sono diventati, in media, 128 euro (ipotizzando il reinvestimento dei proventi distribuiti dai prodotti, ndr). Nello stesso periodo di tempo, l stessa cifra sarebbe cresciuta ‘solo’ a 113 euro se impiegata in Bot a 12 mesi.
Hanno brillato in particolare i fondi comuni azionari – i famosi 100 euro sarebbero diventati 191 euro – grazie al sensazionale mercato toro che ha coinvolto soprattutto Wall Street, ma non solo. Se i fondi azionari Usa sono stati i più brillanti, anche quelli focalizzati sul global equity hanno tenuto il passo: insieme le due linee di investimento esprimono i due terzi dei top 30 per rendimento.
Sul fronte della rischiosità, in una scala che va da 1 a 7 primeggiano i fondi che stanno fra il 5 e il 6, mentre nella parte alta della classifica delle performance non si trovano fondi delle classi d’investimento più rischiose, né quelli delle linee più prudenti. Lato costi, evidenzia Mediobanca, nei dieci anni si è manifestato un calo. Gli oneri di gestione dei fondi comuni italiani aperti sono calati dal 2,7 al 2,1% del patrimonio.
