Raccolta, nel primo trimestre Pir e fondi aperti spingono il patrimonio
Nel primo trimestre del 2018 le sottoscrizioni nette del settore sono positive per circa 14 miliardi di euro. Il sistema gestisce un patrimonio complessivo di 2.082 miliardi.
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Si apre con afflussi per 2,9 miliardi di euro il secondo trimestre del 2018 dell’industria italiana dell’asset management. Secondo il quadro mensile stilato da Assogestioni i flussi si sono indirizzati principalmente verso i fondi aperti (2,7 miliardi, di cui 2,1 confluiti in fondi esteri). Il dato porta il bilancio da inizio anno di questi strumenti sopra gli 11 miliardi.

Fra i fondi di lungo termine a farla da padrone ad aprile sono i flessibili, con sottoscrizioni nette pari a 1,6 miliardi. In mezzo si segnalano gli 1,3 miliardi raccolti dai prodotti bilanciati e i 693 miliardi dei fondi azionari. Raccolta positiva anche per i fondi hedge (58 milioni).
Positivo nel mese di aprile l’apporto dei mandati istituzionali, che segnano afflussi per 448 milioni di euro. Le gestioni di portafoglio, tra gennaio e aprile 2017, hanno dunque raccolto 4,6 miliardi (249 milioni ad aprile), portando così il bilancio complessivo da inizio anno dell’industria a 16,8 miliardi di euro, 12,1 dei quali confluiti nelle gestioni collettive.

Alla fine di aprile il patrimonio complessivo dell’industria raggiunge quota 2.091 miliardi – in aumento dai 2.082 del mese precedente – quasi equamente suddivisi tra gestioni di portafoglio (1.022 miliardi, equivalenti al 48,9% del patrimonio gestito) e gestioni collettive (1.067 miliardi – il 51,1% del patrimonio).
Per quanto riguarda i gruppi, la classifica di aprile vede in testa Eurizon (1,4 miliardi), seguita da JP Morgan Asset Management (1 miliardo) e AXA IM (947 milioni).
Negativa di converso la raccolta del Gruppo Generali (-979 milioni dovuti, come precisato in una nota dalla società, prevalentemente ad azioni infragruppo), State Street (-507 milioni) e Gruppo Banco BPM (-355 milioni).
