Ripresa, migliorano le stime Fmi. Anche per l’Italia
Il Pil globale crescerà del 6% nel 2021 trainato dagli Usa (+6,4%). Eurolandia +4,4%, Italia +4,2% quest’anno e +3,6% nel 2022. “Forte incertezza, preoccupano le disuguaglianze”
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Una sorta di patrimoniale Covid a livello globale. La proposta arriva dal Fondo Monetario Internazionale che invita i governi a considerare imposte più alte per i redditi maggiori con l’obiettivo di riparare i danni della crisi. “Un contributo temporaneo alla ripresa dalla pandemia” da far pagare ai ricchi, spiegano gli economisti di Washington nel corso della presentazione del Fiscal Monitor, che aiuterebbe a ridurre le disuguaglianze e “aumenterebbe la probabilità di una mobilità intergenerazionale” considerato che i giovani sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto.
Nel dettaglio, secondo il Fmi chi guadagna di più e le aziende che hanno prosperato durante la pandemia dovrebbero pagare ulteriori tasse per mostrare solidarietà nei confronto di coloro che sono stati colpiti più duramente. Un aumento simbolico delle imposte su chi ha tratto guadagni dall’emergenza, infatti, non solo contribuirebbe a ridurre le disparità sociali esacerbate dalla pandemia, ma aiuterebbe anche a rafforzare la coesione sociale.
Intanto, nel suo rapporto, il Fondo sottolinea che per ora il “miglior investimento possibile” resta quello sui vaccini e che il debito pubblico a livello mondiale è salito a livelli record, sulla scia delle misure eccezionali di stimolo messe in campo dai Paesi per evitare il peggio e del contestuale calo delle entrate. “Il debito pubblico mondiale è salito a quasi il 97% del Pil alla fine del 2020 e dovrebbe mantenersi appena sotto il 100% nel medio termine. La disoccupazione e l’estrema povertà sono aumentate significativamente. La pandemia rischia quindi di lasciare cicatrici profonde”, ha sottolineato Vitor Gaspar, responsabile del Fiscale Monitor .
Naturalmente anche i deficit di bilancio sono saliti con la pandemia, ma nel medio termine sono visti calare nella maggior parte delle economie avanzate con la ripresa che accelera. Per il Fmi in media scenderanno dal 7,6% del Pil nel 2020 al 2,3% nel 2026. Diversi Paesi, fra cui l’Italia, dovrebbero registrare deficit più ampi rispetto ai livelli pre-Covid e avrebbero benefici da riforme della spesa e/o delle entrate, aggiungono gli economisti. Il deficit italiano è destinato a ridursi dall’8,8% nel 2021 all’1,8% nel 2026. In calo anche il debito che comunque resterà sopra il 150% fino al 2026.
“Fino a quando la pandemia non sarà sotto controllo la politica di bilancio deve continuare a dare sostegno e restare flessibile”, precisa l’organizzazione di Washington nel Fiscal Monitor, sottolineando che quando la ripresa economica sarà invece saldamente ancorata l’obiettivo della politica di bilancio sarà quello di promuovere un’economia “verde e più equa”. “Se la pandemia è sotto controllo con le vaccinazioni” si assisterà a una “crescita economica più forte che renderà oltre 1.000 miliardi di dollari di ulteriori entrate fiscali nelle economie avanzate entro il 2025”, ha concluso Gaspar.
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