Il ‘magico potere’ del dividendo. Ecco i migliori fondi Azionario Globale Income a tre anni
Gli investimenti che generano reddito possono apportare vantaggi al portafoglio: rendimenti più stabili e un rischio più basso. Come investire
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Come approfittare del rialzo generalizzato degli asset di rischio? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei gestori top performer a tre anni nella categoria Morningstar fondi bilanciati flessibili EUR globali.

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La disponibilità delle banche centrali a nuove mosse espansive sta ridando linfa al mercato obbligazionario: i dati Assogestioni testimoniano che a giugno i risparmiatori italiani hanno privilegiato i fondi fixed income. La fiducia dei mercati nelle banche centrali è ben riposta?

[Giovanni Brambilla, amministratore delegato e responsabile degli investimenti di AcomeA Sgr] A oggi gli unici organismi di politica economica che prendono decisioni in modo veloce e risoluto sono proprio le banche centrali. Non sono organismi infallibili, possono sbagliare e nel passato non sono state esenti da errori. Tuttavia senza il loro intervento, l’economia mondiale oggi starebbe molto, molto peggio.
La conseguenza dell’atteggiamento di politica monetaria delle tre banche centrali principali, che ricordiamo trae origine dalle conseguenze ancora in corso dalla crisi del 2008, ha spinto in negativo i rendimenti di 13 trilioni di dollari di obbligazioni. E ha aperto importanti opportunità di investimento su quel comparto obbligazionario molto eterogeneo, difficile da cavalcare con strategie passive, che presenta in modo selettivo ancora spread interessanti con rischi accettabili. I fondi a gestione attiva hanno beneficiato di questa situazione e hanno offerto rendimenti molto interessanti su tutti i tratti della curva.

[Serge Pizem, gestore del fondo AXAWF Global Optimal Income] Il sostegno delle banche centrali è stato fondamentale per uscire dalla crisi del 2008-2009. È iniziato con il programma di quantitative easing della Fed, ed è proseguito con il celebre “Whatever it takes” del presidente della Bce, Mario Draghi, che si è rivelato il punto di svolta in termini di inversione di una crisi sovrana europea allora in corso.
Tuttavia, questi interventi di politica monetaria dovrebbero essere associati a riforme strutturali per avere effetti di lungo termine, ma non è così. Di conseguenza, l’impatto delle misure monetarie supplementari sta diminuendo. Il background politico di Christine Lagarde potrebbe essere utile per convincere i governi della zona euro ad attuare le riforme strutturali e a utilizzare il loro margine di manovra fiscale, se disponibile.
È possibile ottenere rendimenti consistenti in questa fase di mercato con un approccio bilanciato/flessibile? Come siete investiti in questo momento, e come potrebbe cambiare la vostra allocazione di portafoglio?
[Serge Pizem, AXA IM] Le banche centrali sono spinte a dare il loro sostegno in considerazione del fatto che le previsioni di inflazione sono ancora molto basse e che la crescita globale sta rallentando. Abbiamo quindi messo in atto strategie di carry che beneficeranno del sostegno della banca centrale (credito high yield, debito emergente) e posizioni inflation-linked, dato che i dati sull’inflazione futura sono negativi. Abbiamo implementato un piccolo paniere di titoli ciclici i cui prezzi sono a un livello da recessione, poiché riteniamo che l’espansione globale non dovrebbe interrompersi.
[Giovanni Brambilla, AcomeA Sgr] I nostri fondi flessibili AcomeA Dinamico e AcomeA Aggressivo sono fondi globali che possono investire in azioni con un peso massimo rispettivamente del 50% e del 100%. A oggi siamo investiti in equity globale al 25% e al 45% poiché a nostro avviso i mercati azionari sono entrati in una fase di valutazioni molto alte e che implicano rendimenti minori per i prossimi periodi. Preferiamo quindi avere molto spazio per crescere di peso in modo selettivo e graduale nel caso si presentasse un ridimensionamento generale e/o selettivo delle valutazioni.
La caratteristica peculiare di questi fondi è il grado di flessibilità dell’asset allocation: accumuliamo equity nelle fasi di ribasso e lo decumuliamo in quelle di rialzo, evitando l’effetto tipico dei fondi gestiti a VaR: draw down comunque importanti, seguiti da timidi rimbalzi.
Quali sviluppi possiamo attenderci dal mercato nella seconda metà del 2019? Ci sono aree che vi preoccupano maggiormente?
[Giovanni Brambilla, AcomeA Sgr] Uno dei pilastri del nostro metodo di gestione è quello di non cercare di fare previsioni sul futuro, ma piuttosto di reagire alle informazioni che il mercato esprime, in particolare nei prezzi e nelle valutazioni. Nel primo semestre abbiamo assistito a un rally generalizzato di quasi tutte le asset class, sia bond sia equity, e su molti mercati le valutazioni degli indici principali appaiono tirate.
Il nostro stile di gestione distintivo, value contrarian, ci porta a preferire lato equity titoli appartenenti ad aree geografiche e settori che sono rimasti più indietro, con fondamentali accettabili e valutazioni molto contenuti. Lato bond invece continuiamo a rimanere fuori dalle aree core, preferendo invece il debito governativo di paesi quali l’Italia o alcuni mercati emergenti che offrono rendimenti reali positivi.
[Serge Pizem, AXA IM] Monitoriamo con attenzione quei rischi geopolitici non ancora risolti, come la Brexit, il conflitto commerciale tra Usa e Cina e le tensioni con l’Iran. Si devono gestire tali rischi sia nell’allocazione complessiva degli asset rischiosi, sia nelle coperture integrate del rischio di coda incluse nei portafogli.
Nonostante la guerra commerciale di Trump, siete ancora ottimisti sui mercati azionari? Su quali settori/Paesi/titoli state puntando in questo momento? Più in generale, è tempo di ridurre l’esposizione all’azionario, o c’è ancora valore nonostante le valutazioni appaiano tirate non solo negli Usa?
[Serge Pizem, AXA IM] Le valutazioni dei mercati azionari sono alla loro media storica, e convenienti rispetto alle obbligazioni. Finché le banche centrali saranno in grado di controllare la situazione, le azioni dovrebbero andare bene, ma potrebbero risentire di periodi di elevata volatilità, come si è visto nel 2018.
Abbiamo introdotto una preferenza verso i titoli ciclici nella nostra esposizione azionaria in euro poiché il pessimismo del mercato sulla crescita è estremo. Siamo sottopesati sugli Stati Uniti perché le aspettative di taglio dei tassi Fed del mercato sono troppo aggressive. Ci piacciono ancora le tematiche a lungo termine che beneficiano di forti tendenze consolidate come la robotica, la trasformazione digitale, l’Internet delle cose, la sicurezza informatica, la demografia e i 1beni di consumo cinesi.
[Giovanni Brambilla, AcomeA Sgr] A livello macro, lo scenario è in rallentamento a livello globale. Negli ultimi mesi, sia la Fed sia la Bce hanno ribadito un atteggiamento “dovish”, che ha portato a un rally generalizzato di tutti i risky asset. In questo contesto, le valutazioni sui mercati azionari rimangono elevate.
Da stock picker, troviamo comunque titoli fortemente sottovalutati, in particolare sul mercato azionario Italiano e Giapponese. Come dicevo, guardiamo all’equity in maniera cauta: in particolare all’interno dei fondi flessibili abbiamo molto spazio per aumentare il peso dell’equity. Possiamo infatti più che raddoppiare l’esposizione in caso di forti ribassi dei mercati azionari globali.
