Credito, gli investitori cercano protezione
Treasury ai minimi storici, corsa ai Cds e nuove emissioni in difficoltà: lo stress sul mercato del credito è evidente e richiede cautela. L’analisi di TwentyFour Am
4,30 min

Ideare soluzioni che forniscano protezione ai risparmiatori che hanno rivisto il proprio profilo di rischio in questo momento difficile, con una fonte di rendimento stabile e un sistema di investimento graduale, focalizzando l’attenzione sulla sostenibilità: è questa la ricetta delineata da Fabio Melisso, ceo di Fineco Asset Management, per affrontare questa fase delicata, e non solo. “Siamo soddisfatti perché anche nell’emergenza non abbiamo mai smesso di crescere dal punto di vista della raccolta, anche nei momenti più gravi la nostra raccolta è stata sempre positiva”, afferma Melisso. A maggio la raccolta retail di Fineco AM si è attestata a 248 milioni di euro, con un particolare interesse dei clienti sia verso la famiglia di prodotti di decumulo, sia nei confronti del nuovo prodotto a capitale protetto “Global Defence”, che ha raccolto nelle prime settimane circa 122 milioni. “Siamo giovani (la società è nata nel 2018, ndr), orientati alla tecnologia e abbiamo la fortuna di potere lavorare con una rete forte come quella dei consulenti di Fineco Bank. Questo ci ha permesso di creare e fornire strumenti adatti a gestire in maniera più razionale i momenti difficili, che alla fine sono fasi ricorrenti nei cicli che attraversano i mercati”, aggiunge.
La nostra ricetta è stata dare un buon supporto in termini di prodotto e di tecnologia utilizzata al loro interno, che nei momenti di correzione contribuisce a evitare atteggiamenti irrazionali sempre dannosi.
Lo scenario su cui è stato costruito e deciso lo sviluppo dei prodotti è nato da un mix di forte ascolto della clientela per il tramite della rete di consulenti di Fineco Bank da un lato, e dall’altro di analisi di alcune dinamiche che si stavano concretizzando all’interno del mercato e nell’industria del risparmio gestito. L’osservazione e l’anticipazione di questi trend si è tradotta in soluzioni che accompagnano il cliente durante il cambiamento del ciclo economico.
A seguito della crisi, molti clienti hanno modificato il proprio profilo di rischio, orientandosi su un atteggiamento più prudente e arrivando a “parcheggiare il denaro”, tanto che al momento ci sono 1,6 trilioni di euro di liquidità sui conti. Al contempo l’azione delle banche centrali e dei regulator ha ulteriormente incrementato la liquidità in circolazione, che con tassi così bassi restando immobile si sarebbe svalutata. Il Global Defence Fund, che abbiamo appena lanciato, è nato per venire incontro alle esigenze dei risparmiatori, che possono mettere al lavoro la loro liquidità senza esporla a rischi eccessivi cui incorrerebbero investendo sull’azionario. Il fondo investe in un basket intelligente di titoli governativi italiani, che i clienti conoscono meglio e con cui si sentono più a loro agio. Il paniere è costruito per un rendimento annuo atteso dell’1% per tre anni; abbiamo cercato un’esposizione non troppo lunga, e per noi questo è l’orizzonte temporale più efficiente. Inoltre è un prodotto a cedola, perché volevamo avvicinarlo all’esperienza tipica del cliente che acquista un titolo di Stato e riceve una remunerazione periodica, a fronte di un’esposizione con un profilo di rischio cauto.
Un’altra ricetta fondamentale in una fase come quella attuale riguarda la possibilità di fare dei piani che investono gradualmente la liquidità. Noi, in particolare, non ci siamo accontentati di lanciarli ma li abbiamo addirittura automatizzati, perché abbiamo visto che per i clienti è importante la possibilità di spalmare un investimento su un orizzonte di due-cinque anni. In questo periodo si è infatti affermata la tendenza a investire in modo anche anche aggressivo e dinamico, ma con gradualità. Abbiamo anticipato questo trend lanciando a luglio 2019 un piano di decumulo automatizzato, e abbiamo visto un vero e proprio cambio di passo tanto che di recente lo abbiamo implementato automatizzando al suo interno anche i principi di finanza comportamentale.
Un tema ulteriore è quello dedicato alla sostenibilità, che è molto gradito e che sta attraendo volumi importanti. In effetti i clienti hanno sempre più voglia di parlare di tematiche legate al mondo reale, anziché limitarsi a comparti, settori e aree geografiche. Vogliono capire come orientare gli investimenti dal punto di vista della sostenibilità e di macrotend come per esempio l’invecchiamento demografico, l’ascesa della robotica o il tema dell’acqua pulita. Quando si parla di aspetti concreti i risparmiatori si sentono più a loro agio e capiscono meglio l’investimento. In questo modo sono anche maggiormente in grado di sopportare le perdite di breve periodo in fasi difficili come quella attuale, perché comprendono la prospettiva di lungo termine. Inoltre per noi sostenibilità è anche avere un approccio fair nei confronti del cliente.
Tutti i trend descritti erano già in atto prima dell’emergenza Covid, ma sono stati accelerati dalla crisi. Per questo motivo, chi si era già sintonizzato sul cambiamento non è stato colto di sorpresa. Il nostro approccio è sempre partire da un forte ascolto della clientela e dall’osservazione dei trend strutturali comprensibili e analizzabili. Ci sono tendenze che fino a poco tempo fa non erano ancora visibili in Italia, ma lo erano altrove in Europa e negli Stati Uniti, che sono sempre anticipatori delle tendenze globali. Il nostro obiettivo è cercare di anticipare queste tendenze e tradurle in soluzioni di investimento. Il time to market è essenziale per ogni società di gestione, perché non esistono prodotti giusti per tutte le fasi del ciclo economico, quindi non bisogna distrarsi mai.
