Meno aggressivi con l’absolute return
Introdurre in portafoglio fondi flessibili a ritorno assoluto, che utilizzano strategie e tecniche innovative di gestione, aiuta a difendere il capitale nelle fasi di ribasso, senza perdersi il Toro
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“La performance dei titoli ciclici e value europei ha iniziato a mostrare un miglioramento. In questo modo si è ridotta una parte del gap tra Usa ed Europa, e ci aspettiamo che questo trend prosegua. La nostra opinione sul probabile proseguimento della ripresa del mercato azionario in Europa si basa sull’estrema divergenza nella crescita degli EPS tra le aziende statunitensi ed europee, spinta dal programma di buyback di azioni per un ammontare stimato di 1.000 miliardi di dollari portato avanti dalle società oltreoceano”. Questa è la previsione di Rory Bateman, head of UK & european equities di Schroders.
“Le differenze di Eps (utili per azione) – prosegue l’analista – derivano principalmente dai tagli fiscali del presidente Trump e dai riacquisti, a cui si deve in ultima analisi la significativa escalation del debito societario statunitense. In aggiunta, non siamo sorpresi nel constatare la forza del dollaro, in parte finanziata da vendite consistenti sull’Europa. Le stime sui riscatti di fondi nel corso di quest’anno hanno raggiunto i 22 miliardi di euro, data la crescita più consistente degli utili statunitensi, le preoccupazioni legate al commercio internazionale e la solita irrequietezza politica dell’Europa”.
“La principale incertezza da qui alla fine dell’anno – argomenta l’esperto – è ovviamente l’esito ‘deal’ o ‘no deal’ della Brexit. È molto difficile prevedere il risultato, ma, volendo fare un’ipotesi, ci aspetteremmo che si arrivi a un accordo di qualche tipo, seguito da una reazione positiva del mercato britannico. Il sentiment sui mercati europei verrà influenzato qualunque sia la decisione finale, ma si tratterà di un effetto relativamente a breve termine, dato che l’impatto economico per l’Eurozona nel complesso è minimo”.
L’ outlook per l’economista rimane positivo. “In sintesi, riteniamo incoraggiante il recente movimento nei mercati che ha favorito i titoli value più ciclici rispetto ai più costosi titoli difensivi. La valutazione complessiva del mercato rimane attraente, con il Cape ratio che è circa 20% al di sotto della media storica. L’enorme divergenza di performance rispetto agli Usa di recente ha iniziato a rientrare e ci aspettiamo che continui a ridursi. I mercati rimangono suscettibili a periodi di volatilità, perciò consigliamo agli investitori di essere opportunisti e approfittare di tale volatilità per acquistare asset le cui valutazioni finiscano per essere distorte”, conclude Bateman.
