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Un wealth manager a 360° deve garantire alle generazioni future non solo un patrimonio su cui fare affidamento, ma anche un mondo migliore sotto gli aspetti energetici e climatici
L’anno scorso il comparto delle energie alternative è stato uno dei migliori in Borsa e una fra le categorie di fondi più performanti del mercato. Ma cosa pensano i consulenti finanziari sulle opportunità d’investimento legate al tema delle energie alternative e della transizione energetica? Ne abbiamo parlato con Giovanni Cuniberti, head of Investment fee only advisory di Gamma Capital Markets Italia.
Dottor Cuniberti, quali sono le ragioni alla base dell’exploit delle energie alternative come tema d’investimento?
All’interno del mercato dell’energia sono in atto una serie di cambiamenti epocali che modificheranno permanentemente le dinamiche competitive del settore. Infatti, la spinta verso l’innovazione e la sostenibilità è particolarmente forte. Bain&Company stima che circa il 77% delle società stia impiegando oltre il 10% delle proprie capex in favore della transizione e che oltre la metà di esse impieghi almeno il 10% della propria forza lavoro su tale tema. In questo contesto, assume ulteriore rilevanza l’accordo raggiunto dai leader europei nel summit sul clima che prevede il taglio un taglio delle emissioni pari al 55% entro il 2030. Mentre il Consiglio europeo ha approvato il Bilancio Eu 2021-2027 e il piano di emergenza Next Generation EU destinando un totale di 1.824 miliardi di euro agli stati membri dei quali circa 356 saranno destinati all’ambiente, accelerando ulteriormente molte delle rivoluzioni tecnologiche attese per i prossimi anni. Inoltre, già nell’aprile 2019 e per la prima volta in assoluto, l’energia rinnovabile ha superato il carbone fornendo il 23% della produzione di energia negli Stati Uniti, rispetto alla quota del 20% del carbone. Nella prima metà del 2019, l’eolico e il solare insieme hanno rappresentato circa il 50% del totale della generazione di elettricità rinnovabile negli Stati Uniti, sostituendo il dominio dell’energia idroelettrica.
Quali sono i comparti più promettenti e perché?
Tra le fonti energetiche del futuro, quella che merita una particolare attenzione è senza dubbio l’idrogeno, una fonte di energia sostenibile che avrà un ruolo chiave nel raggiungere l’ambizioso obiettivo del 95% di decarbonizzazione entro il 2050, poiché può essere generato a partire da energia rinnovabile e trasportato, immagazzinato ed utilizzato come un gas. Secondo i calcoli di Bloomberg, il costo di stoccaggio dell’idrogeno è di dieci volte inferiore rispetto alle batterie (circa 20 dollari a megawatt/ora contro 200 dollari/MWh). Per farsi un’idea, un kg di questo gas alimenta un’automobile a cella combustibile per 130 chilometri, riscalda un’abitazione per due giorni e serve per produrre 9 kg di acciaio a partire dal ferro grezzo. All’interno dell’Unione Europea, la decisione senza precedenti di stanziare centinaia di miliardi di euro per una ripresa sostenibile ha creato prospettive ancora più favorevoli per l’idrogeno. Di recente, il gruppo di consulenza Wood Mackenzie ha corretto al rialzo le sue stime sulla futura capacità dell’idrogeno verde. La capacità totale dei progetti di idrogeno verde annunciati, che diventeranno operativi entro il 2025, è di 3,2 GW, pari a circa 12 volte la capacità totale installata nel periodo 2010-2020.
Quali sono i progetti legati all’idrogeno più importanti?
I progetti sull’idrogeno sono sempre più ambiziosi, sia dal punto di vista della portata che delle dimensioni, e sono già numerosi quelli destinati alla produzione su larga scala. Nella pratica, tuttavia, bisogna ancora raggiungere una produzione sufficiente di idrogeno pulito. Questa sarà la sfida principale che l’industria dell’idrogeno dovrà affrontare nei prossimi anni. Le decisioni finali di investimento (FID) saranno prese dopo aver ottenuto sufficienti garanzie circa la sostenibilità finanziaria dei progetti sul lungo termine. Oggi i progetti sull’idrogeno sono sostenuti da un’ampia alleanza di aziende: dalle aziende di servizio pubblico alle case automobilistiche, dalle compagnie petrolifere agli operatori di trasmissione. Inoltre, l’idrogeno gode di un sostegno politico senza precedenti. Essendo un destinatario dei fondi di recupero verdi, può essere uno dei pochi terreni di sinergia politica tra nord e sud Europa. Infine, i costi di produzione di energia da fonti rinnovabili sono diminuiti sensibilmente, aumentando la realizzabilità dell’idrogeno verde rispetto a 20-30 anni fa, quando non è riuscito a imporsi come carburante ideale. A dire il vero, l’idrogeno necessita di ingenti investimenti per decollare, ma al contempo risulta più conveniente sul lungo termine. È importante non sottovalutare l’opportunità offerta dall’idrogeno di riutilizzare le infrastrutture del gas esistenti, soprattutto in un momento in cui è particolarmente importante evitare lo spreco di risorse preziose.
I clienti sono sensibili a queste tematiche e chiedono informazioni sulle potenziali opportunità d’investimento che ne possono derivare?
L’interesse dei clienti verso queste tematiche è certamente molto alto. Le tematiche Esg (Environment, Social and Corporate Governance) sono da tempo al centro del dibattito economico-finanziario, tanto che lo stesso Laurence Fink, Ceo di BlackRock Asset management, in una lettera indirizzata ai clienti, ha precisato che il rischio climatico deve essere considerato un rischio di investimento al pari di quelli “canonici” e che la rivoluzione climatica (e energetica) impatterà in maniera radicale su tutte le economie mondiali. Per tali ragioni, la più grande società di investimento del mondo, già dal 2021, lancerà una serie di prodotti finanziari capaci di coniugare le esigenze di rendimento con gli obiettivi di salvaguardia del nostro Pianeta. Inoltre, si pensi che, non più di un anno fa, mentre la pandemia ci costringeva nelle nostre abitazioni, abbiamo avuto modo di renderci conto di quanto rapidamente la natura potesse “riprendersi” i propri spazi. Pandemia e lockdown hanno quindi accelerato drasticamente le rivoluzioni tecnologiche attese per i prossimi anni, portando al contempo l’attenzione dei media e delle persone su temi quali l’ambiente e la salute delle persone. Oggi, per noi e per i nostri clienti, è quindi diventato quanto mai importante essere capaci di allineare gli obiettivi di protezione patrimoniale con la possibilità di ottenere dei ritorni che non sono traducibili tramite i classici indicatori di performance, ma che sono espressione di un wealth management a 360 gradi capace di garantire alle generazioni future non solo un patrimonio su cui fare affidamento, ma anche un mondo migliore sotto questi aspetti.
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