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Il neo presidente assicura semplificazione burocratica nei primi 100 giorni. Intanto Fare Presto! porta avanti la battaglia del Firr: “Subito l’anticipo ai consulenti finanziari”
Dal rilancio della professione alla detraibilità dell’auto, fino all’allargamento della base contributiva e alla semplificazione delle procedure burocratiche. Il neo eletto presidente di Enasarco, Antonello Marzolla, ha le idee chiare su cosa vuole fare nei suoi primi 100 giorni e oltre alla guida dell’ente di previdenza degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari.
“C’è tanta gente che cerca lavoro. E noi potremmo offrire una soluzione” proponendo “di entrare nella formazione e nella scuola: essere agenti di commercio non è un lavoro disonorevole, anzi. Ed esige professionalità sempre più elevate”, spiega in un’intervista a ‘Repubblica’, promettendo in particolare nei suoi primi 100 giorni di avvicinarsi agli agenti di commercio, semplificando le procedure burocratiche.
“Dietro la crisi ci sono sempre le opportunità. Amo la montagna, sono abituato a salire. Siamo quasi in cima, con i vaccini. Poi l’orizzonte cambierà. E saremo in discesa”, assicura Marzolla, che sottolinea come nel 2019 il bilancio di Enasarco sia stato “eccellente” con 190 milioni di utile. “Il 2020, con il Covid, sarà diverso. Ma dobbiamo ancora tirare le somme”, precisa.
Guardando alla base contributiva, fatta di molti anziani e pochi giovani, il neo presidente spiega che “vanno recuperati crediti e allargata”. Ma per Marzolla non servirà dare battaglia ai colossi dell’e-commerce: “La pandemia lo ha reso evidente. Non possiamo chiedere i contributi ad Amazon, ma a chi intermedia il negozio con il colosso di Bezos o con Alibaba sì. La legge prevede un contratto di agenzia per chi è attivo nella promozione di prodotti e nella conclusione di contratti di vendita. Va applicata anche all’e-com”.
Alle istituzioni, infine, chiede: “Detraibilità totale dell’auto, indispensabile per la produzione del reddito dell’agente, e la doppia patente professionale. Ce l’hanno tutti coloro che lavorano nella mobilità, ma non noi”. E come contributo al Recovery plan, conclude: lo faremo “in modo sinergico. Aziende e negozi si sviluppano con gli agenti di commercio. Se le istituzioni guidano bene, il mondo produttivo ha la responsabilità di essere unito. Noi ci siamo, anche nella mia Torino e in Piemonte”.
Fare Presto!: “Subito l’anticipo del Firr ai consulenti. Il cda ascolti i ministeri”
Intanto, Fare Presto! e Arténasarco, già in aperta polemica con il nuovo cda, tornano a spingere sull’anticipo del Firr. Nel cda di Enasarco convocato per mercoledì 20 gennaio, uno dei temi all’Ordine del Giorno, che potrebbe essere oggetto di deliberazione, riguarda infatti la possibilità di concedere l’anticipo del 10% del trattamento di fine rapporto a tutti gli iscritti che ne faranno richiesta. “Si tratta di una battaglia di civiltà – dicono i consiglieri in quota Fare Presto! e Arténasarco – anche perché si tratta di soldi che sono di agenti, consulenti e agenti in attività finanziaria, frutto di anni di accantonamenti e che noi per primi avevamo chiesto di liberare“.
Per le due liste, il problema è che “la passata gestione di Enasarco, di cui certo l’attuale presidenza ‘sub iudice’ non rappresenta la discontinuità, ha investito tutto nel lungo termine, senza diversificare tra pensioni e Firr, per cui oggi disinvestire il patrimonio immobiliare potrebbe risultare un’operazione pericolosa per l’equilibrio economico dell’Ente”.
“Ce lo dicono pure i Ministeri Vigilanti di Lavoro ed Economia – prosegue il comunicato della coalizione -, che in una nota, inviata il 30 dicembre 2020, oltre a ricordare gli atti assunti a giugno, ‘a mandato ampiamente scaduto’, in un ‘autoproclamato’ regime di prorogatio, mettono in guardia Enasarco scrivendo, testualmente, che ‘la natura unitaria del patrimonio dell’Ente e la gestione in monte delle risorse finanziarie induce necessariamente a interrogarsi su come concretamente la Fondazione intende garantire la ‘separatezza’ del Fondo Previdenza dall’intervento sul Firr, in particolare con riguardo agli effetti economico-finanziari delle previste dismissioni necessarie a far fronte alle anticipazioni’. Un atto che secondo i Ministeri di Lavoro ed Economia ‘non appare senza conseguenze sul Fondo Previdenza, nonostante l’incuranza dell’Ente a fornire elementi informativi al riguardo’, chiude, stizzita, la nota ministeriale”.
In pratica, spiegano da Fare Presto! e Artènasarco “i fondi dei contributi previdenziali possono essere investiti a lungo termine, ma quelli destinati al Firr devono essere investiti in asset liquidabili, proprio per essere liberati anzitempo; non essendo stato fatto dalla precedente gestione, se si desse seguito a questa delibera, certamente corretta nell’intenzione, purtroppo si produrrebbe un danno di bilancio enorme”. Per cui un simile atto non risulterebbe che “una manovra populistica, che peraltro nella maggioranza dei casi non riguarda che poche centinaia di euro a iscritto”, promossa da chi “sta perseverando nell’autarchia, con il rischio serio di produrre danni irreparabili, perché ogni decisione è chiaramente soggetta ad annullamento. E’ necessario – concludono da Fare Presto! e Arténasarco – scendere sul terreno del confronto costruttivo, condividendo decisioni e responsabilità: in forma partecipata e non arrogante”.
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