Enasarco: Fare Presto! e Arténasarco annunciano azioni legali
Dopo l’elezione dei nuovi vertici, le due liste parlano di “pagina più brutta della storia della Fondazione” e passano alla battaglia legale
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Anasf vuole discontinuità nella gestione di Enasarco, Fondazione al centro in questi giorni di una battaglia, dai contorni anche legali, sull’esito delle elezioni che hanno portato all’elezione del nuovo board e del presidente Antonello Marzolla. A spiegare a FocusRisparmio le ragioni dello scontento sulla dinamica del voto – nella cui prima turnazione la lista Fare Presto!, sostenuta da Anasf, era risultata la più votata, mentre la seconda ha portato all’elezione di un consiglio di amministrazione in maggioranza espressione della coalizione Enasarco del Futuro, espressione di Confcommercio e Confindustria -, e i dossier che Enasarco dovrebbe affrontare, è lo stesso Luigi Conte, presidente dell’associazione che rappresenta i consulenti finanziari autorizzati all’offerta fuori sede. Anasf chiede una gestione più trasparente e lungimirante, una valorizzazione più efficiente dell’immenso patrimonio della Fondazione, e un coinvolgimento dell’ente nelle sedi istituzionali.
Sulla vicenda è intanto in corso una battaglia legale, dopo i ricorsi presentati dalle associazioni sostenitrici della coalizione che ha vinto nella prima turnazione ma nella seconda ha visto di fatto sovvertire il risultato. Adesso saranno i giudici a doversi esprimere sulla legittimità del voto.
Vorrei essere chiaro: come Associazione prendiamo atto di questa elezione che, come tutti sanno, ha avuto un epilogo estremamente controverso nella cosiddetta seconda turnazione. Nella prima fase di votazioni, quella che ha coinvolto tutti gli iscritti, è stato raggiunto un risultato elettorale incontrovertibile: la nostra coalizione Fare Presto! con Arténasarco – che insieme chiedono una discontinuità con il passato, maggiore attenzione a progetti concreti e riordino dei conti, che oggettivamente possono essere definiti disastrosi – aveva ottenuto una maggioranza assoluta, con il del 50,96% voti, ma poi una serie di situazioni hanno ribaltato il risultato elettorale, portando all’elezione di un Cda non espressione dei risultati elettorali e di Marzolla come presidente, il quale ultimo rappresenta una parte politica in continuità con il passato.
Come coalizione abbiamo intrapreso degli atti che tenderanno a fare chiarezza in questo contesto. Vedremo cosa accadrà. In ogni caso, da parte nostra siamo disponibili ad azioni finalizzate alla crescita di valore della Fondazione, in cui ci sono anche i nostri contributi e progetti propositivi rispetto alla corretta gestione dell’ente.
Faremo le nostre verifiche, produrremo azioni che in una certa misura dovranno ripristinare una linea democratica che riteniamo lesa, con l’obiettivo di salvaguardare il futuro di agenti e consulenti finanziari che ci hanno dato il loro appoggio. È fondamentale arrivare a una soluzione per il bene della Fondazione e per ciò che rappresenta per il futuro dei professionisti.
L’attività che dovrà essere svolta nei prossimi anni è quella del riordino della gestione dell’Ente. La percezione dei contribuenti è che la Fondazione negli ultimi anni non ha offerto in modo ottimale le necessarie prospettive di protezione e di incremento dei contributi versati. L’obiettivo principale è quello di aprire agli iscritti le porte della Fondazione, offrire trasparenza su ciò che si fa con i contributi versati, quali sono le destinazioni e quali le prospettive progettuali di quelle destinazioni. Per esempio è necessario sapere quanto è stato investito nel settore immobiliare e quanto in questo ambito ha distrutto valore e ne ha creato; quanto la parte finanziaria impatta e impatterà; e quali saranno le scelte o le motivazioni delle scelte che andranno fatte. Come per la pianificazione finanziaria per una famiglia, anche in questo caso serve una pianificazione dettagliata e trasparente. È questo l’obiettivo che la Fondazione si deve porre.
Non bastano le comunicazioni periodiche, spesso complesse da interpretare, ma serve una dichiarazione di intenti sulla costruzione virtuosa delle risorse del fondo, che ritengo sia ancora possibile, visto l’immenso patrimonio su cui si fonda Enasarco.
E poi ritengo necessario che ci sia una discussione virtuosa all’interno della governance, a prescindere dalle posizioni politiche: qui non si tratta di difendere posizioni di parte ma di governare un ente previdenziale, sentire la responsabilità del fatto che quelle risorse servono e serviranno a garantire la vita futura delle famiglie di chi lascerà il lavoro. Occorre stimolare la sensibilità circa il fatto che quelle vite non sono numeri, e non si può prescindere da un altissimo livello di responsabilità, che forse è mancato in questi anni.
Il nostro scopo era e resta proprio questo: dare un contributo sui punti appena descritti, sulla gestione virtuosa delle risorse e anche sulle aree di miglioramento relative all’apporto di risorse, ambito su cui Enasarco si deve impegnare anche a livello istituzionale.
Vogliamo una Fondazione seriamente governata che possa cimentarsi anche in questo tipo di sfide. Le attività che Enasarco potrebbe svolgere sono tantissime.
Ora aspettiamo l’esito delle azioni in sede civile che dovranno tendere a chiarire le vicende opache che hanno contraddistinto i passaggi della seconda turnazione elettorale.
Occorre avvicinare i giovani alla professione di consulente finanziario, con incentivi e piani di formazione concreti, per contribuire al rilancio economico e rispondere a una richiesta di consulenza da parte di un Paese che per troppo tempo è rimasto ingessato sui titoli di stato.
Oggi il debito pubblico non è più una risorsa ma un problema oggettivo; la ricchezza si costruisce con progetti seri e monitorati con attenzione, per i quali servono professionisti validi e specializzati che devono costruire le loro competenze nel tempo. È necessario un piano d’azione reale, che porteremo all’attenzione della politica, chiedendo alle istituzioni di contribuire alla valorizzazione di quei piani utili a migliorare le prospettive di ricchezza e la valorizzazione delle risorse della nostra nazione.
Questo impegno potrebbe rappresentare un benchmark per tante categorie, visto che molti giovani di talento si spostano all’estero. Abbiamo creato sul tema un tavolo inter-associativo con Assoreti, con cui contiamo di arrivare a proposte concrete nel giro di un anno.
Punteremo l’attenzione sulla finanza sostenibile, un tema centrale e non più differibile che interessa l’Associazione, gli associati e i professionisti, e di conseguenza tutto l’indotto del nostro settore. Per ragioni sia professionali sia etiche è necessario porsi degli obiettivi che ci consentano di affrontare il futuro in maniera organizzata e responsabile, e offrire scelte coerenti ai nostri futuri investitori.
A tal fine, abbiamo realizzato con Sda Bocconi un corso di formazione per consulenti finanziari, iscritti e non iscritti all’Associazione, sulla finanza sostenibile, per dotare i professionisti delle necessarie competenze, e per renderle certificate – tramite un esame Efpa opzionale – e riconoscibili.
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