Asia, avanti tutta con la crescita
La Cina spingerà sempre di più l'economia dell'area, con minori squilibri rispetto al passato. Per i mercati finanziari i fund manager continuano ad avere una view positiva
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Manraj Sekhon, CIO, Franklin Templeton Emerging Markets Equity e Chetan Sehgal, Senior Managing Director & Director of Portfolio Management illustrano le prospettive dei mercati emergenti dopo la battuta d’arresto del secondo trimestre 2018.
Quali prospettive intravedete per il futuro?
Non ci attendiamo un deragliamento dei fondamentali dei mercati emergenti, che dovrebbero continuare a crescere a ritmo vivace.
Perché tanto ottimismo?
Storicamente, abbiamo assistito a oscillazioni marcate analoghe sia delle valute che delle azioni dei mercati emergenti in previsione di una stretta della Fed. Tuttavia, nel corso dei precedenti cicli effettivi di aumento dei tassi statunitensi, le valute dei mercati emergenti si sono spesso apprezzate, così come le azioni, confermando che i mercati tendono a scontare lo scenario peggiore prima che un evento si verifichi. Ma c’è un’altra cosa da aggiungere….
Cosa?
Sebbene molte società dei mercati emergenti possiedano debito denominato in dollari statunitensi e un rafforzamento del dollaro statunitense possa incidere sugli utili, non riteniamo che tale rafforzamento alteri il quadro dei mercati emergenti. Si deve ricordare che nei mercati emergenti la percentuale di emissioni in valuta locale è generalmente più elevata e che gran parte del debito denominato in dollari statunitensi è garantita da entrate denominate in dollari statunitensi a livello societario o sovrano.
Mi sembra che oggi gli effetti siano probabilmente diversi dalle precedenti fasi di forza del dollaro. È così?
Sì. Oggi, la maggior parte delle valute dei mercati emergenti ha regimi di cambio fluttuanti. Nell’insieme, i mercati emergenti vantano un surplus delle partite correnti e l’effetto di un dollaro forte varia da un paese all’altro in funzione della struttura economica e delle politiche di ogni nazione. Sebbene le tensioni commerciali abbiano innescato prospettive prudenti per i mercati emergenti nel breve termine, riteniamo che gli scambi commerciali intra-mercati emergenti siano diventati più importanti negli ultimi anni e il crescente protezionismo potrebbe fare convergere ulteriormente l’attenzione verso accordi regionali più ampi.
Perché nonostante la prevista volatilità di mercato, mantenete una posizione positiva sui mercati emergenti?
Per i solidi fondamentali, forte potenziale di crescita degli utili e valutazioni interessanti. In base all’indice MSCI EM, al 30 giugno 2018 i mercati emergenti avevano un rapporto prezzo-utile forward di 11,3x, a fronte di un rapporto prezzo-valore contabile di 1,7x. I mercati emergenti sono scambiati a uno sconto di circa il 25% rispetto ai mercati sviluppati (rappresentati dall’indice MSCI World) e rimangono a nostro giudizio interessanti.
