Etf per navigare nella tempesta
Nonostante l’accusa di accentuare la volatilità, secondo Franklin Templeton questi strumenti si stanno dimostrando molti utili per gli investitori alle prese con il coronavirus
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Circa trenta miliardi di dollari. A tanto ammonterebbero, secondo le prime stime, gli acquisti totali targati Fed di Etf. Una cifra che da sola lascia immaginare l’impatto sul settore e che secondo Francesco Lomartire, country manager di SPDR ETFs per l’Italia, permette di fare alcune osservazioni sulle possibili conseguenze.
Le obbligazioni interessate dal piano di Powell, che ha deciso di aggiungere i corporate bond al programma di acquisti di asset, saranno investment grade con scadenza inferiore a 5 anni. La Fed acquisterà non più del 10% delle obbligazioni di un determinato emittente e lo farà sia sul mercato primario, attraverso la Primary Market Corporate Credit Facility, sia su quello secondario, attraverso la Secondary Market Corporate Credit Facility. “Negli acquisti Smccf saranno inclusi anche gli Etf obbligazionari corporate – evidenzia dunque l’esperto -. Le informazioni non sono al momento molto dettagliate in quanto la Fed si è limitata a dichiarare che ‘la Facility può anche acquistare Etf quotati negli Stati Uniti il cui obiettivo di investimento sia quello di fornire un’ampia esposizione al mercato delle obbligazioni corporate investment grade americane’. Si afferma inoltre che ‘la Facility non acquisterà più del 20% degli asset di un determinato Etf alla data del 22 marzo 2020’”.
L’acquisto diretto di obbligazioni riguarderà il segmento con scadenza inferiore a 5 anni, ma secondo Lomartire l’attenzione si concentrerà probabilmente sulla parte corta della curva corporate IG, con un impatto generalmente potenzialmente positivo sul credito investment grade in dollari Usa, man mano che gli investitori andranno a guardare anche ad altri tratti della curva alla ricerca di rendimento.
In questo momento non è chiaro dalle dichiarazioni della Fed se gli acquisti di Etf avranno vincoli di scadenza analoghi a quelli delle obbligazioni, ma anche se lo fossero, per Lomartire è opportuno fare due osservazioni. “La prima è che gli acquisti della Fed dovrebbero arricchire le obbligazioni sul tratto breve della curva – afferma -: un indice di obbligazioni corporate 1-10 di Bloomberg Barclays ha il 53,3% dei titoli con scadenza inferiore a 5 anni e tale percentuale è ancora del 34,5% per l’indice senza limitazioni di scadenza”. La seconda è che se anche se gli acquisti saranno limitati alla parte breve della curva, ciò dovrebbe spingere gli investitori a esplorare il resto della curva, a beneficio delle obbligazioni a più lungo termine.
“Mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi della pandemia Covid-19 e il suo possibile impatto sull’economia in generale, le obbligazioni corporate investment grade sembrano scontare un certo grado di migrazione negativa del rating e di illiquidità. L’annuncio della Fed ha avuto un impatto positivo sugli spread e la curva del credito ha recuperato la sua ripidità”, conclude l’esperto.
