Coronavirus, Goldman Sachs: “Correzione mercati accentuata dagli Etf”
La banca d’affari abbassa le stime sugli utili per azione degli asset manager europei quotati. Il sell-off sui mercati peserà su masse e performance fee
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Il momento è di quelli con pochi precedenti. A seguito del diffondersi dell’epidemia di coronavirus, i mercati hanno messo a segno crolli da record, ma per quanto difficile possa essere nel breve termine, proprio come è successo per periodi volatili del passato da questo nasceranno opportunità per il lungo periodo. Ad affermarlo è Jason Xavier, head of Emea Etf capital markets di Franklin Templeton, che evidenzia come nelle ultime settimane buoni alleati degli investitori si siano rivelati gli Etf.
“Il confronto con il 1987 è molto pertinente per gli Etf, considerando che proprio dopo la crisi di quell’anno la Us Securities and Exchange Commission aveva consultato il mercato in merito allo sviluppo di un prodotto in grado di agevolare l’aumento di liquidità, consentendo di acquistare e vendere con una singola operazione blocchi ingenti di azioni. Dopo non molto tempo, era nato l’Etf!”, spiega l’esperto.
Considerando che il primo Etf è stato lanciato 30 anni fa sulla Toronto Stock Exchange, e qualche anno dopo negli Stati Uniti, è chiaro, secondo Xavier ,che questi strumenti hanno ormai superato da tempo il periodo di iniziazione. “Fino a poco tempo fa, i timori che gli Etf avrebbero causato la prossima fase di depressione o che creino e accentuino la volatilità sono stati argomento di discussione in certi gruppi ristretti”, osserva.
“Ricordiamo che la volatilità è una funzione dei flussi degli investitori ed è una conseguenza del comportamento umano – fa notare però l’esperto -. Anche se la volatilità del mercato è schizzata alle stelle, gli eventi della scorsa settimana hanno dimostrato che gli Etf non solo hanno consentito la democratizzazione delle asset class, ma attualmente sono anche usati attivamente come meccanismo per avere dei punti riferimento sui prezzi, particolarmente nel reddito fisso”.
Secondo Xavier, apprezzare la market uncertainty in relazione agli scambi di Etf è fondamentale per apprezzare questo meccanismo sui prezzi offerto dai fondi scambiati in borsa, e utilizzato da molti investitori, in questi tempi dominati dalla volatilità.
“In questi ultimi giorni si è assistito a scambi dei titoli sottostanti a livelli estremi, e a volte il limite minimo degli scambi è stato abbassato durante la giornata di trading. In questi periodi di calo del limite, il trading viene sospeso e la scoperta dei prezzi nei titoli sottostanti è limitata. In tali momenti, la market uncertainty è al massimo e la mancanza di chiarezza sui prezzi ha provocato un ampliamento degli spread degli Etf” – chiarisce -. Tuttavia, la capacità degli Etf di essere negoziati nel mercato secondario e dei market makers di Etf di stabilire proxy hedging e modelli di pricing correlati ha consentito di scoprire prezzi e liquidità da mantenere, anche in questi periodi di stress e incertezza”.
Insomma, conclude Xavier, a tre decenni dal lancio, il prodotto è ora più rilevante che mai: “Mentre aumenta costantemente il numero degli investitori che ne accolgono favorevolmente le capacità e i possibili benefici, vi è una nuova generazione che sta già sfruttando in pieno le propensioni offerte dai periodi di volatilità dell’anno passato”.
