Mercati in guerra: le strategie di difesa dei gestori
I mercati temono sanzioni sul petrolio, mentre Mosca è sull’orlo del default. Ecco come mettere in sicurezza i portafogli
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Quantificare è molto difficile, ma a due settimane dall’avvio dell’assalto russo all’Ucraina si cerca di fare il punto su quanto la guerra peserà sull’economia globale. L’unica certezza al momento, in attesa delle previsioni ufficiali della Bce, sembra essere quella che a pagare il conto più salato sarà l’Eurozona, mentre Usa e Asia dovrebbero cavarsela con poco.
La guerra in Ucraina porterà “un aumento dell’inflazione, una maggiore pressione sui prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari e una volatilità del mercato. Ci sarà un chiaro impatto sulla crescita ma i nostri fondamenti economici sono forti”, ha tentato di rassicurare il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nel corso del dibattito alla plenaria del Parlamento Ue. Ma gli analisti non ne sono così sicuri.
Gli esperti dell’agenzia S&P, che hanno rivisto le loro stime alla luce del conflitto, sostengono che la crescita globale diminuirà nel 2022 di 70 punti base, al 3,4%, rispetto alla baseline precedente. A pesare sarà soprattutto la decisa frenata della Russia, seguita dai prezzi dell’energia e dai cambiamenti in termini di dati e politiche. Il Pil di Mosca crollerà dell’8,9% quest’anno e di un ulteriore 3% nel 2023-2024, mentre l’inflazione schizzerà al 13,5% nei prossimi mesi.
“L’Europa è la regione più colpita dal conflitto – scrivono gli esperti Usa -. La crescita dell’Eurozona scende dell’1,2% quest’anno, a causa dalla sua esposizione alla Russia e dalle importazioni di energia molto più costose, e la crescita per il 2023-2024 è in gran parte invariata. L’inflazione sale del 2%”.
Meglio, come si diceva, andrà agli Stati Uniti, per i quali il conto sarà di un -0,7%, con la nuova stima che parla di un +3,2% complessivo per il 2022. In America, infatti, l’impatto del rallentamento russo è lieve e a pesare sono soprattutto gli sviluppi politici e i prezzi dell’energia. L’inflazione invece è vista al 6% quest’anno. Quanto all’Asia-Pacifico e ai mercati emergenti, la maggior parte dei Paesi al di fuori dell’Europa orientale, a detta di S&P, registreranno modesti cambiamenti in termini di crescita e inflazione.
Quanto all’Italia, secondo l’Istat l’assalto di Vladimir Putin a Kiev ci costerà lo 0,7% del Pil nel 2022. “La stima dell’impatto della crisi sull’economia italiana è estremamente difficile. L’evoluzione del conflitto e gli effetti delle sanzioni finanziarie ed economiche decise dai Paesi occidentali sono caratterizzati da elevata incertezza. Al momento, è possibile valutare l’impatto dello shock sui prezzi dei beni energetici rispetto a uno scenario base. Utilizzando il modello macroeconomico dell’Istat MeMo-It, il confronto evidenzia un effetto al ribasso sul livello del Pil nel 2022 di 0,7 punti percentuali”, scrivono i tecnici dell’Istituto di statistica nella nota mensile sull’andamento dell’economia.
Gli esperti spiegano che, in particolare, l’attività economica italiana verrebbe condizionata negativamente dal più basso livello dei consumi delle famiglie che si accompagnerebbe a una riduzione della propensione al risparmio. Rispetto allo scenario base risulterebbe più bassa sia l’occupazione, sia il saldo della bilancia di beni e servizi misurato in percentuale di Pil.
Nella nota mensile si ricorda che la crisi ucraina, che ha innescato un’ulteriore accelerazione dei prezzi delle commodity energetiche e alimentari, va ad aggiungersi ai preesistenti fattori di rischio al ribasso che caratterizzavano la congiuntura mondiale. “La Russia – aggiunge l’Istat – nel complesso ha un ruolo modesto come fornitore di prodotti per l’Italia (3% la quota sul totale delle importazioni) ma è determinante per l’approvvigionamento di materie prime, fornendo oltre il 40% degli acquisti di gas dell’Italia dall’estero e oltre il 10% dei prodotti petroliferi raffinati. Il mercato russo è inoltre una delle dieci principali destinazioni dell’export dei prodotti italiani dei settori dei mobili, abbigliamento e macchinari”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Intesa SanPaolo. “Prima della crisi Russia-Ucraina avevamo uno scenario di rallentamento della crescita a livello globale. Un rallentamento c’era ma con una crescita comunque sostenuta. Proprio mentre il Covid ci lascia un pochino liberi abbiamo avuto questo nuovo shock con impatti molto pesanti”, ha spiegato il capo economista, Gregorio De Felice, nel corso di un webinar dell’Ispi .
L’impatto più forte è sull’energia. E a livello globale la diminuzione della crescita è strettamente legata al rialzo dell’inflazione. “Per l’Italia prevediamo una minor crescita dello 0,8% per quest’anno e dell’1,5% per il 2023”, ha chiarito De Felice, che per Mosca parla di un’imminente crisi economica con una pesante recessione. “Una recessione da un minimo del 6-7% fino al 15%”.
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