Bce, buone notizie per gli investitori: arriva la ‘colomba’ Lagarde
Per Schroders, la nomina della numero uno del Fmi è una notizia positiva per i mercati. Secondo Natixis, con lei proseguirà la politica super-accomodante di Mario Draghi
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“Christine Lagarde? È una nomina che segnala continuità rispetto alle politiche di Mario Draghi alla Bce. E gli indizi a supporto di questa idea sono diversi, come le dichiarazioni della stessa Lagarde all’indomani del varo di alcune manovre”. A dirlo a FocusRisparmio è Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim. Lagarde definì “benvenuto” il piano Omt varato dalla Bce a settembre 2012 e dichiarò a gennaio 2015 che il QE avrebbe “abbassato il costo del credito e alzato le aspettative di inflazione”.
“Lagarde ha iniziato il mandato di presidente del Fmi a luglio del 2011, ossia pochi mesi prima dell’inizio del mandato di Draghi – continua Cesarano – e, nei momenti delle decisioni salienti della Bce, si è sempre espressa ampiamente a favore delle misure di politica monetaria. In estrema sintesi, Lagarde contribuisce a suscitare una percezione di continuità sulla linea di Draghi e di capacità di riuscire a costruire un consenso ampio per implementare tali misure, in particolare anche un eventuale nuovo round di QE sfruttando le modifiche (in corso di discussione, stando alle ultime indiscrezioni, ndr) all’impalcatura giuridica delle precedenti versioni, al fine di allargarne il raggio di azione oltre che l’ammontare”.
In effetti, anche il mercato si sta comportando in maniera coerente a questa interpretazione. “La rassicurazione della presenza di un successore di Draghi, in continuità con il presidente italiano, contribuisce al contenimento di tassi e spread, portando a ipotizzare tassi negativi ancora per molto tempo, come di fatto gli operatori hanno iniziato a scontare e come testimonia l’andamento della curva dei tassi Euribor 3 mesi”, continua Cesarano. Che ritiene che la “linea di continuità con Draghi sia anche garantita dall’affiancamento di tecnici del calibro del nuovo capo economista Lane, oltre che del direttore delle operazioni di mercato Coeurè”.
Se queste sono le percezioni a caldo post nomina, la parola passerà ai fatti quando, da novembre in poi, Lagarde sarà messa all’opera e dovrà prendere le prime importanti decisioni, probabilmente già nei primi mesi del suo mandato. “Verosimilmente la prima importante decisione che Lagarde si potrebbe trovare a prendere sarà quella relativa alla partenza e alla portata del QE, forse già nel corso della prima riunione sotto la nuova presidenza che si terrà il 12 dicembre”, dice il global strategist di Intemonte Sim.
Per l’economia italiana tutto ciò è senza dubbio positivo. Ma “l’impatto principale potrebbe arrivare soprattutto dalle sette operazioni biennali di prestiti alle banche, denominate Tltro3, la prima delle quali il prossimo settembre – conclude Cesarano – Si tratta di prestiti alle banche finalizzati a impieghi a società non finanziarie e a famiglie, con l’esclusione dei mutui per l’acquisto di immobili. Il costo-vantaggio, trattandosi di un’operazione che potrebbe essere a tasso negativo, in base alle regole preannunciate da Draghi è compreso al momento tra +0,10% e -0,30 per cento. Il vantaggio per le banche, e quindi anche per l’economia, potrebbe però diventare più forte in vista di due possibili decisioni della Bce entro settembre. Ovvero il taglio del tasso sui depositi (da -0,40% a -0,50%, ndr) e la fissazione di una linea guida di politica monetaria che impegni la Bce a mantenere tassi negativi per lungo tempo o addirittura anche più bassi, se necessario”.
