La Commissione Ue si prepara a emettere 100 miliardi di bond Sure
L'emissione finanzierà lo schema Sure per la protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori nelle economie più colpite dalla pandemia. Per l'Italia in arrivo risorse da 27,4 miliardi
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Che sarebbe stato un successo era previsto, ma l’esito è andato oltre le più rosee previsioni. L’Unione europea mette a segno infatti un risultato senza precedenti per la sua prima emissione comunitaria, quella dell’eurobond Sure Social, i cui proventi serviranno a finanziarie le misure a sostegno dell’occupazione in crisi pandemica. La prima emissione con scadenza 10 anni ha registrato una domanda per 145 miliardi di euro ed è stata collocata per 10 miliardi, sopra la forchetta iniziale di 7-9 miliardi. Il titolo ventennale, con scadenza a ottobre 2040, ha invece ottenuto una domanda per 88 miliardi, contro i 4-6 previsti, ed è stato collocato per 7 miliardi. Ben 233 miliardi di richieste, insomma, contro i 15 fissati da Bruxelles.
Di fronte alla domanda monstre da parte degli investitori per le due tranche dell’emissione anche il costo che i Paesi Ue vanno in prospettiva a condividere si è ristretto. Il bond Sure Social a 10 anni che è stato inizialmente offerto a circa 6 punti base sopra il midswap, ossia al tasso di titoli analoghi e con pari scadenza, è sceso a 3, mentre per la scadenza a 20 anni il rendimento è calato da un’area di 17 punti base a 14 sul midswap.
Le obbligazioni europee, che oggi sono state collocate agli investitori istituzionali, sono un esempio di condivisione del rischio all’interno dell’Unione europea e servono per finanziare la cassa integrazione guadagni nei Paesi Ue più colpiti dalla pandemia, a partire da Italia e Spagna. Si tratta infatti del programma Support to Unemployment Risks in Emergency, già ribattezzato cassa integrazione europea, che la scorsa primavera ha rappresentato la prima risposta dell’Europa all’impatto economico del Covid.
Il piano di collocamenti nell’ambito del programma ha un limite massimo di 100 miliardi di euro e il Consiglio europeo ha approvato 87,4 miliardi di euro in prestiti a 16 Stati membri con una media massima di scadenza a 15 anni. Di questi, 27,4 miliardi sono stati destinati all’Italia. Tutti i Paesi possono beneficiarne e ulteriori prestiti possono essere assegnati fino a un massimo di 100 miliardi di euro.
Le banche scelte per l’operazione sono Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Nomura e UniCredit, mentre il rating ell’emittente, ovvero l’Unione europea, è ovviamente il massimo previsto da ciascuna delle maggiori agenzie: AAA per Fitch, Aaa per Moody’s e AA per S&P.
Commerzbank prevede volumi di emissione mensili di circa 10 miliardi di euro in media quando l’Ue darà il via al collocamento di obbligazioni nell’ambito del programma Sure. La banca tedesca, nel dettaglio, si aspetta emissioni fino a 30 miliardi di euro entro fine anno, seguiti da altri 60-70 miliardi di euro durante la prima metá del 2021. Successivamente partiranno i collocamento nell’ambito del Next Generation Eu.
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