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Secondo l’associazione il fondo ex articolo 44 del decreto non è sufficientemente capiente e non è ancora del tutto chiaro se i cf possano beneficiare dell’indennità ex articolo 28
Anasf scende in campo per far valere la voce dei consulenti finanziari rispetto al decreto legge Cura Italia.
L’associazione presieduta da Maurizio Bufi sostiene che, ad oggi, non è ancora del tutto chiaro se “anche i consulenti finanziari possano richiedere l’indennità di 600 euro prevista dall’articolo 28 del Cura Italia oppure se possano beneficiare del Fondo per il reddito di ultima istanza di cui all’articolo 44 del medesimo dl, volto a garantire il riconoscimento di una indennità sempre di 600 euro a testa, ma a determinate condizioni previste dal decreto interministeriale Lavoro – Economia che è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.
Se in una prima versione il Mef aveva chiarito che chi era iscritto ad un’altra cassa di previdenza obbligatoria oltre all’Inps era escluso dall’indennità di 600 euro ex articolo 28 del decreto, sostiene Anasf, ora si specifica in maniera generica che anche gli agenti di commercio iscritti alla gestione speciale Ago e all’Enasarco (come lo sono i consulenti finanziari, ndr), hanno diritto a questa indennità.
L’associazione dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, in ogni caso, promette di far valere la voce dei propri iscritti e fa sapere si essersi attivata nelle sedi opportune al fine di modificare la norma. “Si ribadisce che una misura che ha l’obiettivo dichiarato di conservare posti di lavoro adottando disposizioni centrate sul sostegno ai lavoratori e alle imprese non può relegare al poco capiente Fondo ex articolo 44 (oggi diminuito a 200 milioni) un settore come quello dell’intermediazione finanziaria, che conta più 34.000 operatori, attivi per le principali reti di intermediazione finanziaria del Paese, in cui operano i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede che stanno subendo un forte ridimensionamento dei ricavi dovuto alla diminuzione degli asset finanziari della loro clientela”, scrive Anasf sul proprio sito.