2 min
Secondo De Palma (Gam Sgr), una prosecuzione del movimento di rialzo di azionari e tassi può creare i presupposti per una correzione
Potremmo essere alla vigilia di una correzione. A mettere in guardia gli investitori è Massimo De Palma, responsabile team multi asset Italia di Gam (Italia) Sgr, che evidenzia come negli ultimi giorni abbiamo assistito a un’evoluzione in senso positivo delle notizie di carattere economico, finanziario e geopolitico. I dati Pmi, sia del manifatturiero sia dei servizi, sembrano infatti indicare una stabilizzazione delle prospettive, sebbene si rimanga su valori compatibili con un forte rallentamento. Anche la generale tenuta del mercato del lavoro, confermata dai dati di Adp e sussidi di disoccupazione, conforta a riguardo, per non parlare alla reazione positiva del sentiment di mercato alle dichiarazioni concilianti di Usa e Cina visto che, per quanto un accordo su molti temi appaia ancora lontano, sembrano per il momento smentite le ipotesi più nefaste di un’escalation nelle misure protezioniste.
Secondo l’esperto, sulla base di questi elementi i mercati hanno trovato nuova linfa per il movimento rialzista, raggiungendo nuovi massimi storici (S&P500) o di periodo. “A questo proposito è utile effettuare una nuova analisi sui livelli raggiunti – spiega -. Le valutazioni registrano valori storicamente elevati, se comparate agli utili aziendali a consuntivo, a quelli attesi per l’anno prossimo o a quelli ‘deciclizzati’. Ciò che però continua a sostenere i mercati, oltre alle notizie positive sul fronte dei dazi e alla promessa, non ancora realizzata, di migliori prospettive per gli utili, è il premio al rischio azionario, ovvero il rendimento aggiuntivo offerto dall’investimento nell’asset class”.
E De Palma sottolinea che quest’ultimo, a dispetto di un rapporto prezzo/utili elevato, è ancora su livelli mediani, grazie al rendimento particolarmente basso offerto dalle obbligazioni. “D’altro canto – chiarisce -, proprio il rasserenamento del clima degli ultimi giorni, oltre a spingere gli azionari, ha provocato la risalita dei tassi decennali. Il Treasury, dopo aver toccato un minimo a 1,45% a inizio settembre, nel momento in cui scriviamo è risalito all’1,85%. Conseguentemente, anche il premio al rischio azionario si è mosso dal 4,5% al 3,8%, il valore più basso da fine luglio”.
L’esperto non nega che si tratti in questo momento di valori ancora normali. Ma mette in guardia: “Al tempo stesso notiamo che una prosecuzione del movimento in atto di rialzo di azionari e tassi potrebbe aumentare i rischi di mercato, creando i presupposti per una correzione, anche temporanea. In altre parole, è importante monitorare il decennale Treasury: un rendimento al di sopra del 2% potrebbe iniziare a minare il quadro di stabilità”, conclude.