Coronavirus, la cura Alibaba contro il boom di fallimenti
9 marzo 2020
di Redazione
2 min
Il colosso cinese ha introdotto una serie di misure a favore delle pmi. E i grandi nomi del settore farebbero bene a seguirne l’esempio, secondo Edmond de Rothschild Am
Jacques-Aurélien Marcireau, co-head of equities at Edmond de Rothschild Am
Un’altra conta delle vittime può mettere in ginocchio l’economia globale. Si tratta del possibile boom di fallimenti causati dalla diffusione di coronavirus, contro cui la risposta globale di natura economica deve essere tanto accurata quanto quella sanitaria. A lanciare l’allarme è Jacques-Aurélien Marcireau, co-head of equities at Edmond de Rothschild Am, secondo cui alcuni grandi nomi del settore internet farebbero bene a seguire l’esempio di Alibaba.
“La Cina può essere l’epicentro del virus, ma il numero dei Paesi interessati aumenta giorno dopo giorno – avverte l’esperto -. Le città, e persino le regioni, vengono messe in quarantena nel tentativo di limitare la diffusione della malattia. Il conseguente rallentamento, e a volte la paralisi, in un periodo di tempo relativamente breve può mettere le aziende sotto forte pressione”.
Il settore dei servizi, ad esempio, potrebbe non necessariamente recuperare i mancati guadagni una volta che la crisi sarà terminata. Ed è altamente improbabile, a detta di Marcireau, che le persone in Italia e in Cina si affrettino a tornare nei ristoranti una volta terminato il periodo di quarantena. “La situazione economica dei piccoli produttori potrebbe essere colpita dalle disposizioni in termini di capitale circolante – prosegue -. Le consegne di componenti dalla Cina sono state interrotte, lasciando le aziende in condizione di non effettuare le consegnare ai clienti, aziende che, però, dovranno continuare a pagare gli stipendi e a rimborsare i prestiti. Proprio come la singola farfalla che sbatte le ali e alla fine scatena un uragano in altre parti del mondo, una quota di valore aggiunto all’interno delle aziende europee dipende dai fornitori e dai clienti cinesi nelle zone in cui l’attività è rallentata in modo significativo”.
È necessario dunque evitare l’effetto valanga. E per farlo Marcireau definisce esemplare, appunto, la reazione di Alibaba. “Il colosso cinese dell’e-commerce ha introdotto una serie di misure a favore delle piccole e medie imprese, tra cui l’eliminazione delle commissioni sulle vendite per due mesi, la rinuncia alle spese di immagazzinamento e linee di credito senza interessi: tutto il pacchetto rivolto ai commercianti delle regioni interessate con un track record di transazioni affidabili”, spiega.
Non solo Alibaba ha anche introdotto l’accesso gratuito ai software essenziali per la gestione del lavoro a distanza. “La risposta mette dunque insieme da un lato la solidarietà, dall’altro l’efficienza economica, il sostegno ai commercianti legati ad Alibaba ne rafforza l’ecosistema, e potrebbe ispirare le aziende in Occidente a seguire il proprio esempio – conclude l’esperto -. Queste misure potrebbero contribuire ad aumentare la fiducia tra gli attori economici e ad evitare qualsiasi effetto valanga. Dopotutto, le aziende in fallimento possono trascinare a picco con sé fornitori e clienti”.
Per alcuni gestori esiste il rischio di una contrazione degli utili a livello globale. “Anche con un recupero nel secondo semestre i risultati di fine anno potrebbero deludere le aspettative”. Ecco come proteggere il portafoglio