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Secondo il commissario Consob, a causa del Covid il tempo è scaduto: “Innovare ora o mai più”. Perché il post-pandemia favorirà gli attori non convenzionali
Ora o mai più. Come per tutto il resto, anche nel mondo finanziario il Covid ha accelerato i cambiamenti già in atto, spingendo soprattutto verso una maggiore digitalizzazione. E il tempo dei preparativi è definitamente scaduto: chi non innova adesso, non solo sul fronte prodotti ma anche su quello della sicurezza, è destinato a perdere la sfida con le Bigtech. L’avvertimento è arrivato oggi dal commissario Consob, Paolo Ciocca, che nel suo intervento al comitato esecutivo dell’Abi non ha usato mezzi termini: “Dal Covid usciremo diversi, individualmente e nei rispettivi ruoli istituzionali ed aziendali – ha messo in guardia -. Il tempo per cogliere l’opportunità della trasformazione è finito. Il sistema finanziario nazionale deve a mio parere abbracciare in pieno l’accelerazione tecnologica”.
Secondo Ciocca il sistema finanziario deve far diventare elementi centrali della competizione intersettoriale i propri punti di forza, quali l’ampiezza del contenuto informativo raccolto nella propria attività, la naturale capacità di interconnessione tra i vari intermediari, la dimensione corrente e futura degli investimenti in tecnologia. Solo così, ha sottolineato, può vincere la sfida che l’attende.
“Bigtech e intermediari finanziari condividono in pieno l’elemento della fiducia; la sfida è quindi far divenire il trust da vulnerabilità percepita ad asset competitivo – ha spiegato -. Gli intermediari finanziari e le infrastrutture di mercato da sempre vendono sicurezza, sub specie di sicurezza economica: non ci sono ragioni perché non possano vendere anche la nuova sicurezza. In alcuni ambiti di innovazione finanziaria, ciò sarà indispensabile: si pensi alla necessità di garantire la sicurezza logica di protezione delle chiavi di cifratura dei criptoasset detenuti in un wallet, virtualmente connesso allo smartphone del cliente”.
Insomma, il Covid ha reso non più rimandabile la necessità “delle banche di innovare di più e più in fretta, sfruttando l’enorme ricchezza derivante dal proprio patrimonio informativo e dalle opportunità che offre la condivisione dei dati a livello Ue, anche mediante investimenti e modelli di collaborazione con il mondo Fintech”, ha chiarito Ciocca.
E se il tempo per preparasi alla sfida era già ridotto, per effetto del Covid ora è sostanzialmente finito. “Gli effetti di isolamento necessitati dalla pandemia hanno portato infatti beneficio a quei soggetti che basano il proprio modello produttivo sull’effetto rete, Bigtech in particolare. Facile previsione è quindi quella per cui lo scenario competitivo post-Covid, in particolare nel settore finanziario, registrerà un vantaggio per gli attori non convenzionali o comunque in grado di sfruttare l’effetto rete”, ha concluso.
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