Per l’Ad della Sgr italiana di GAM l’antidoto al Covid19 sono il lungo termine e gli investimenti decorrelati: “La nostra strategia sui Cat Bond sembra non essersi accorta di ciò che stava succedendo”
Riccardo Cervellin, amministratore delegato di GAM (Italia) Sgr
Gli osservatori meno attenti possono esser stati colti di sorpresa nel vedere i dati relativi all’industria del risparmio gestito pubblicati la scorsa settimana dalle associazioni di categoria, ma non chi con i numeri del settore e soprattutto con il sentiment dei clienti ha a che fare ogni giorno.
“Lo scenario è completamente cambiato nel secondo trimestre: le statistiche mostrano un accumulo della liquidità e, per coloro che hanno investito, la predilezione per i comparti azionari”, analizza Riccardo Cervellin, amministratore delegato di GAM (Italia) Sgr.
Gli investitori hanno saputo mantenere i nervi saldi e affidarsi ciascuno al proprio consulente finanziario di fiducia. “Il tempo del Covid 19 esalta il valore della selezione e della gestione davvero attiva”, spiega il manager.
Le strategie vincenti
In questa fase i clienti hanno dimostrato di saper gestire la paura, la quale “rischia di intrappolare il risparmiatore in un eterno presente” – conferma Cervellin –, che spiega a FocusRisparmio: “l’antidoto sono i temi di lungo termine (la demografia e i nuovi consumi, la tecnologia, la salute, la transizione energetica) e gli investimenti decorrelati, ad esempio la nostra strategia sui Cat Bond che, se guardiamo alla performance, sembra quasi non essersi accorta di ciò che stava succedendo”.
Dal canto suo, i gestori si sono fatti trovare pronti: “Nonostante i lockdown, non abbiamo smesso di gestire i portafogli, l’aspetto di gran lunga più rilevante, comunicare e di incontrare i clienti, grazie alle infrastrutture tecnologiche”, ragiona il manager della Sgr italiana di GAM.
Le prossime sfide
Cervellin riconosce che nel primo trimestre si è verificato un sell-off generalizzato che ha riguardato quasi tutte le asset class: “la ‘botta’ a marzo è stata pesante e non tutte le asset class hanno recuperato i valori iniziali, ma siamo cautamente ottimisti per il prossimo futuro”.
Fra le asset class che ancora devono riprendersi del tutto, ad esempio, i fondi flessibili: “il che sembra paradossale visto che in contesti di elevata volatilità i flessibili dovrebbero a dire il vero beneficiarne”, dice Cervellin.
E poi il fatto che non tutti i fondi abbiano contribuito alla ripresa del settore – in termini di raccolta – in maniera uguale. “La preferenza ai fondi esteri o round-trip non sorprende, nel tempo è cresciuta la loro importanza nel mercato italiano – prosegue Cervellin. Dal 2003 al 2020 le masse gestite dei fondi italiani si sono ridotti del 40% circa; nello stesso periodo quelli di diritto estero sono cresciuti di oltre il 518%. Tra le molte cause due sono prevalenti: l’istituzione di fondi di diritto lussemburghese o irlandese da parte di operatori italiani e, soprattutto, le potenzialità del mercato italiano che hanno attirato numerosi nuovi operatori esteri”.
Conclusioni. Alla domanda se, a conti fatti, l’industria può dirsi soddisfatta e promossa dall’esame Covid, l’esperto risponde affermativamente: “Io tendo a vedere sempre positivo, credo che l’industry possa ritenersi soddisfatta”.
Sul cosa abbia funzionato e cosa no, Cervellin non mostra dubbi: “Senza dubbio ha funzionato il fatto di essere storicamente gestori truly active. Molte strategie hanno tenuto straordinariamente bene e beneficiano della libertà di azione dei gestori che stanno sfruttando le ampie dispersioni settoriali indotte da Covid. Cosa non ha funzionato? La wild card in ogni crisi acuta è l’emotività degli investitori, ma è una variabile che nessuno di noi può controllare”.
La manager assicura: “torneremo a parlare con i nostri clienti, la relazione diretta in questo settore rimane fondamentale” e anticipa il lancio di una campagna legata ai Millenials
L’emergenza sanitaria ha messo in luce il lavoro dei consulenti. Ora più che mai “tutti gli attori dell’industria hanno bisogno di essere vicini alle necessità del cliente”
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