Obbligazionario, opportunità con un approccio più attivo
Jolly (Schroders): “Il tempo delle tattiche ‘buy and hold’, tenere in portafoglio azioni e obbligazioni e beneficiare della crescita stabile dei prezzi, è quasi al termine”
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“In un contesto di rallentamento della crescita, gli investitori tendono a concentrarsi sui rischi di revisione al ribasso. Sebbene il contesto economico continui a fornire una base per rendimenti positivi per le attività di rischio, la prevista moderazione della crescita, insieme alla minore liquidità globale e all’impatto di tali rischi giustificano un posizionamento più bilanciato”. Lo spiega Michael Grady, head of investment strategy e chief economist di Aviva Investors.
L’esperto sottolinea che “preferiamo sovrappesare i titoli azionari statunitensi e i mercati emergenti data la prevista sovraperformance relativa della crescita. Le valutazioni in Europa appaiono più interessanti in alcune aree, ma i rischi al ribasso come Brexit e il bilancio italiano continuano a pesare sulle prospettive”.
“Siamo moderatamente sottoesposti sui titoli di Stato – continua Grady – in quanto i rendimenti continueranno ad aumentare in base alle aspettative di un inasprimento della politica delle banche centrali nel 2019. Con spread relativamente ristretti secondo gli standard storici, sottopensaimo maggiormente invece il credito, compresa la duration”.
“In merito all’high yield – prosegue l’economista – la nostra preferenza è per quello europeo rispetto a quello statunitense, a causa della minore leva finanziaria e della ridotta sensibilità al prezzo del petrolio”.
“Abbiamo una leggera preferenza per un posizionamento long sul dollaro Usa, con la principale sottoponderazione nei confronti dell’Australia, date le difficoltà domestiche, e dei rischi legati alla crescita cinese“, conclude Grady.
