Azionario, i titoli immuni alla pandemia
Beni di prima necessità, tech, sanità e non solo: ecco chi sta beneficiando di un’accelerazione dei trend strutturali già esistenti, secondo Capital Group
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Gli analisti di Eurizon non vedono molte alternative: l’unico giudizio positivo nella loro view d’investimento è per i titoli governativi ‘non core’ dell’area Euro. Obiettivo: cogliere il residuo potenziale di restringimento degli spread dopo l’intervento annunciato dalla Bce. Per il resto, spiegano, in questo momento l’attenzione dei mercati è focalizzata esclusivamente sulla diffusione del coronavirus e sul suo impatto economico. Di qui il giudizio neutrale sulla duration Usa, sulla Germania e sui Paesi quasi “core” dell’Eurozona e il giudizio neutrale sulle azioni “in considerazione di un contesto di breve termine ancora incerto e a rischio di ulteriori episodi di forte volatilità”.
Gli esperti sottolineano come i tassi governativi Usa siano in forte discesa su tutte le scadenze, a riflettere i timori di tenuta dell’economia globale e le misure di allentamento decise dalla Fed. Più contenuta, nella prima metà di marzo, è invece la discesa dei tassi tedeschi, che già partivano da livelli negativi, e rimbalzo nella seconda metà del mese a seguito degli interventi Bce a favore dei Paesi periferici e nell’attesa di un aumento della spesa fiscale in Germania. “Speculare l’andamento degli spread in Eurozona – osservano -, in forte aumento fino a metà marzo (spread Btp – Bund a 10 anni a sfiorare 280 pb), in calo dopo l’intervento della Bce (spread Italia sotto 200)”.
Tutti fortemente negativi i bilanci delle attività di rischio. “Spread in forte allargamento per l’obbligazionario corporate Investment Grade, High Yield e dei Paesi emergenti. In forte calo i mercati azionari con modeste differenze a livello geografico. L’indice MSCI All Country World è sceso di circa il 30% dai massimi di metà febbraio 2020”, aggiungono.
Benché le Banche Centrali e i governi siano apparsi decisamente reattivi nell’adottare misure monetarie e fiscali per contrastare gli effetti macro legati alle misure di contenimento del virus, secondo gli esperti Eurizon, il principale esercizio degli investitori nelle prossime settimane sarà stimare una data di picco per la diffusione del virus e quindi misurare l’entità presunta del ‘vuoto d’aria’ per l’economia globale”. Per questo l’Italia sarà un osservato speciale in tal senso, essendo il primo Paese occidentale ad aver sperimentato la diffusione dell’epidemia e ad avere adottato misure stringenti di contenimento.
“I tassi Usa – prosegue l’analisi – sono scesi a livelli compatibili con una recessione economica e la curva ha iniziato un processo di irripidimento tipico delle fasi recessive con i tassi a breve che scendono più rapidamente di quelli a lunga. L’allargamento degli spread delle obbligazioni corporate è a metà strada tra gli episodi di rallentamento all’interno di un ciclo economico e le recessioni vere e proprie. Il calo dei mercati azionari è, nel confronto storico, pari a due terzi di un mercato orso ‘normale’ (-35% dai massimi ai minimi per la borsa Usa) e a metà strada di un (raro) mercato ‘super orso’ (-50% dai massimi)”.
A questi livelli, secondo gli esperti, i tassi governativi di alta qualità (Usa e Germania) appaiono poco interessanti e sembrano offrire pochi spazi di protezione a fronte di eventuali nuove cattive notizie. “D’altro lato le attività di rischio, azioni in primis, appaiono esposte in modo bilanciato tanto al rischio di notizie ulteriormente negative, quanto a sorprese positive. Dal punto di vista valutativo inoltre gli eccessi dei mesi scorsi sono in larga parte rientrati e le valutazioni dei mercati azionari appaiono allineate ai valori medi di lungo periodo”, fanno notare.
“I forti movimenti dell’ultimo mese hanno portato i mercati a scontare scenari piuttosto negativi sull’evoluzione del contesto macro di breve periodo – precisano infine gli esperti -. In ottica di medio termine le valutazioni dei mercati appaiono tali da giustificare un atteggiamento moderatamente pro-ciclico”.
Ecco quindi la view d’investimento di Eurizon Capital Sgr sulle principali asset class
Azioni – Si conferma un giudizio neutrale sulle azioni. Si aumenta il peso relativo dei mercati emergenti riducendo l’Europa; l’ordine di preferenza geografico diventa: (1) Usa e Paesi emergenti, (2) Giappone, (3) Europa e Pacifico ex-Giappone.
Obbligazioni governative – Giudizio neutrale sulla duration di USA, Germania e Paesi “quasi core”. Si adottano giudizi neutrali sia sulla duration Usa (da positivo), sia sulla Germania e sui governativi “quasi core” dell’area Euro (da negativo). Giudizio positivo sui titoli governativi periferici dell’Eurozona. Si conferma un posizionamento di sovrappeso sui titoli governativi “non core” dell’area Euro.
Obbligazionario a spread – Si conferma un posizionamento neutrale sui mercati a spread. Si porta a neutrale (da sottopeso) il giudizio relativo sui mercati emergenti. L’ordine relativo di preferenza diventa: (1) corporate Investment Grade, (2) Paesi emergenti, (3) High Yield.
Valute – Si portano a neutrale i posizionamenti su yen e sterlina britannica (da positivo).
