Bankitalia avverte: effetti del virus anche sulle banche
Aumentano i prestiti garantiti: erogato il 61% delle domande. Bacchettati gli istituti in ritardo. Intanto ad aprile la produzione industriale crolla del 42,5% sul 2019. E l’auto fa -100%
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Bankitalia riporta il governo con i piedi per terra e chiede a gran voce una visione a tutto tondo per superare la crisi economica. A partire dalle tasse. Un intervento sul fisco non deve essere realizzato “imposta per imposta”: l’Italia ha bisogno una riforma del sistema “complessiva”, afferma infatti il governatore Ignazio Visco, bocciando di fatto il taglio dell’Iva annunciato dal premier, Giuseppe Conte, al termine degli stati generali di Villa Pamphili.
Intervenendo online a un evento ai Lincei, Visco sottolinea come sia “una vecchia storia” ma attuale, il tema della “grande dimensione dell’evasione, dell’illegalità e della criminalità organizzata”. Questo “si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga”. Mentre sul lato della spesa il governatore ricorda come si tratti di un “livello che più o meno è quello che si attende da un Paese che ha uno stato sociale come il nostro”.
Stesso discorso per l’economia italiana. Anche in questo caso serve un piano, una visione complessiva. Per affrontare la crisi economica determinata dalla pandemia il governo deve agire con determinazione e lungimiranza, spiega Visco, che citando Keynes, invita ancora una volta l’esecutivo a predisporre un piano “ben costruito” per affrontare l’emergenza e la crescita avendo “non solo il breve termine” in mente, ma anche il lungo periodo.
In questo momento “lo stato di incertezza non consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”, ma “questa incertezza – chiarisce il numero uno di palazzo Koch – non vuol dire che non dobbiamo fare niente”.
E gli scenari sono tutt’altro che rassicuranti. Visco torna a stimare per il Pil italiano 2020 una caduta attorno al 10%: “Può essere leggermente superiore o inferiore – puntualizza -, dipende dall’evoluzione della pandemia nella seconda parte dell’anno”. La caduta deriva “dalla flessione drammatica del primo e soprattutto il secondo trimestre” e su questa pesano sia “fattori non economici legati alla pandemia”.
Anche per questo, ribadisce il governatore, bisogna rivedere l’organizzazione della macchina dello Stato: “Ci vuole una buona burocrazia, non va bene l’assenza di burocrazia come molti chiedono”, sottolinea aggiungendo che occorrono una pubblica amministrazione che sia in grado “di rispondere alle esigenze” e una “giustizia più veloce”.
Di fondamentale importanza per una ripresa reale del Paese sarà poi un efficace utilizzo degli aiuti Ue. “Sembra che ci siano fondi europei che si possono utilizzare senza pagarli” ma questo non è vero perché “si paga tutto”, mette in guardia Visco ponendo l’accento sul fatto che “all’Italia serve la capacità di spenderli bene, in infrastrutture e progetti utili”, senza “perderli in rivoli”.
