10 anni dalla riforma delle pensioni. È tempo di bilanci
L’Italia è fanalino di coda in Europa con le attività dei fondi integrati¬vi che sono pari all’8,7% del Pil. Gli esperti concordano sulla mancanza di una cultura previdenziale
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Il nuovo anno si è aperto con una lettera della Commissione europea inviata all’Italia con la richiesta di aggiustamento dei conti pubblici. Decisamente non un buon viatico per un 2017 che si preannuncia ancora molto incerto dal punto di vista economico e finanziario. In sintesi l’Europa chiede a Roma un aggiustamento che vale 0,2 punti di Pil, ovvero circa 3,4 miliardi di euro, che al netto di accordi fra Roma e Bruxelles potrebbe dar luogo a una manovrina ammazza-ripresa.
Per ora il governo fa quadrato e smentisce qualsiasi ipotesi di una manovra bis. Anzi, dalle parole di Enrico Morando, viceministro all’Economia, traspare una certa irritazione per la richiesta arrivata da Bruxelles: “Non abbiamo nessuna intenzione di fare una manovra correttiva che incida negativamente sulla crescita dell’economia. Se è questo quello che vuole la Commissione Ue, la nostra risposta sarà no”.
In ogni caso le trattative tra il governo e la Commissione Ue proseguono serrate: vedremo come deciderà di intervenire il ministro dell’Economia Padoan che intanto spiega così la situazione: “Bruxelles ci ricorda che abbiamo un debito troppo alto che avrebbe dovuto cominciare a scendere da quest’anno”, ma non l’ha fatto perché “siamo stati in deflazione nel 2016 e le condizioni di mercato non hanno consentito di completare il programma di privatizzazioni”.
Un’altra doccia fredda per via XX Settembre è arrivata dal Fmi, che ha limato le stime di crescita per l’Italia per il 2017. Il Pil crescerà quest’anno dello 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime dello scorso ottobre. Insomma, la battaglia a colpi di numeri continua e ci accompagnerà per molto tempo.
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