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L’esperto si aspetta un rialzo dell’inflazione fino al 3% nell’Eurozona e negli Stati Uniti. E a livello di asset class punta sull’azionario, soprattutto sulle società di maggiore qualità con flussi di cassa sostenibili
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L’inflazione dell’Eurozona si terrà attorno al 2-3% tra il 2022 e il 2023, ma sarà “meno persistente” di quella statunitense, anche se è prevedibile che la Federal Reserve manterrà la pazienza e non si affretterà a rialzare i tassi. È questa l’opinione di Ronald Temple, Co-head of multi-asset e Head of Us Equity di Lazard Asset Management, che ha illustrato l’outlook della società per il 2022.
Anche negli Stati Uniti l’inflazione dovrebbe salire intorno al 2-3% fino al 2023, e questo fattore rappresenterà uno dei maggiori timori sui mercati. La conferma di Jay Powell alla presidenza della Fed è un fattore che elimina un certo grado di incertezza sulle prossime mosse della Banca centrale statunitense, che secondo Temple dovrebbe accelerare sul tapering, ma non ci si aspetta una brusca inversione di rotta nel 2022.
Temple è inoltre ottimista sulla crescita economica, per la quale si aspetta a livello globale un progresso del 5% quest’anno e del 4% il prossimo, nonostante l’aggravarsi dei numeri dei contagi da coronavirus in molti Paesi sviluppati, grazie all’effetto delle campagne di vaccinazione nel ridurre il tasso di decessi. Tuttavia, l’esperto ritiene che la quarta ondata di Covid-19 che sta vivendo l’Eurozona probabilmente avrà un impatto negativo sulla crescita dell’area, che però almeno dovrebbe essere meno colpita dalla disruption delle catene di approvvigionamento rispetto agli Stati Uniti. Anche l’Eurozona si avvia verso un percorso di riduzione degli stimoli di politica monetaria, ma non è ancora chiaro quando verrà avviato il processo.
A livello di mercati e di asset class, Temple giudica poco interessanti i titoli di stato, dati i rendimenti schiacciati verso il basso e il rischio legato a una prospettiva di rialzo dei tassi, e ritiene invece promettenti gli asset reali, anche in chiave di protezione dall’inflazione, e l’azionario. La prospettiva di un rialzo dei tassi è destinata ovviamente a produrre un impatto significativo sui mercati, che potrebbe portare un rerating dell’equity e una diminuzione dei prezzi dei settori oggi più cari. “Le azioni di alta qualità, con dei flussi di cassa sostenibili e valori sostenibili, sono il segmento di mercato da privilegiare nei prossimi mesi. Al contrario, i segmenti estremamente speculativi del settore tecnologico potranno affrontare dei momenti difficili a causa del più alto costo del capitale”.
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