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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ott – Nov 2018 |
Da inizio anno sono stati raccolti 311,7 miliardi di dollari. A fare da traino gli Etf focalizzati sulle azioni statunitensi, favoriti dal buon andamento degli utili societari e dai tagli alle imposte
Gli Etf piacciono, e non solo agli investitori italiani. Il mercato è in crescita in ogni angolo del globo. Solo nel mese di agosto, secondo la fotografia scattata da BlackRock, l’industria globale degli Etp (Exchange traded product, che comprendono oltre agli Etf anche gli Etc e gli Etc) ha raccolto 36,2 miliardi di dollari, per un “introito” complessivo che da inizio anno ha raggiunto quota 311,7 milioni. Un trend che viene confermato anche dall’osservatorio di Amundi Etf, che evidenzia in euro una raccolta ad agosto di 31 miliardi e un flusso da inizio anno di 263 miliardi.
La raccolta…
Il 2018, è iniziato con forti flussi nel primo trimestre, pari a 139,4 miliardi di dollari. Tra aprile e giugno, invece, la raccolta ha rallentato a 88,7 miliardi, per poi riprendere vigore nel terzo trimestre. Il dato provvisorio a fine agosto, infatti, mostra flussi in entrata per 84,1 miliardi. Entrando più nel dettaglio, nei primi 8 mesi dell’anno la raccolta è stata guidata soprattutto dalle azioni statunitensi, che dopo un avvio lento (9,9 miliardi tra gennaio e marzo) hanno spinto il piede sull’acceleratore, racimolando sul mercato la bellezza di 79,6 miliardi. A fare da propulsore il buon andamento degli
utili societari e i tagli alle imposte sulle imprese voluti dal presidente americano Donald Trump. Più costante, invece, il trend dei prodotti a stampo obbligazionario, che nei tre trimestri del 2018 mostrano una raccolta rispettivamente di 22,6 miliardi, 35,7 miliardi e 19,7 miliardi (dati ad agosto). Guardando all’azionario globale e all’equity giapponese, invece, dopo un avvio a tutto sprint (rispettivamente 32 e 32,5 miliardi nel primo trimestre), la raccolta ha subito una violenta decelerazione, complice l’acuirsi delle tensioni commerciali.
… e il patrimonio
Il buon andamento della raccolta ha permesso all’industria nel suo complesso di registrare un nuovo record in termini di masse gestite, come riporta anche Etfgi. Stando ai dati diffusi dalla società di consulenza indipendente fondata da Deborah Fuhr, le attività investite in Etf ed Etp quotati a livello mondiale hanno raggiunto un nuovo massimo a 5,23 trilioni di dollari, dopo una raccolta netta ad agosto di 35,59 miliardi. “Si tratta del 55esimo mese consecutivo con un bilancio positivo per l’industria dei replicanti”. Secondo Deborah Fuhr, alla fine di agosto, il mercato degli Etf ed Etp a livello globale contava complessivamente 7.505 prodotti emessi da 389 provider e quotati su 69 Borse in 57 Paesi.
Gli Smart Beta
C’è una categoria di Etf che negli anni ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mondo dei replicanti. Quella degli Smart Beta. Prodotti che in un certo senso possono essere paragonati a dei fondi a gestione attiva. Nel caso dei replicanti, però, non è lo strumento a essere attivo, ma l’indice che viene replicato. Il Benchmark, infatti, viene costruito su criteri di ponderazione diversi dalla capitalizzazione di mercato. Tra i “panieri” di riferimento più diffusi, per esempio, ci sono quelli value, oppure i growth o ancora quelli ponderati per il dividendo. Questi indici vengono “ricalcolati” con una certa periodicità diventano così una sorta di benchmark attivo. Una “nicchia” di mercato che oggi può contare su masse in gestione a livello globale per 471 miliardi di dollari, stando ai numeri diffusi da BlackRock nel suo osservatorio. In particolare, la strategia che va per la maggiore è quella “Dividend”, con un patrimonio di 200 miliardi, seguita dal “Multi-Factor” (89miliardi) e “Low Volatility” (60 miliardi). Meno attraenti per gli investitori, invece, le strategie smart beta di tipo “Fixed Income”, che gestiscono masse per “appena” 10 miliardi.