La Bce prepara l’aumento del Pepp per giugno
L'Eurotower prevede una contrazione del Pil 2020 compresa tra il 5% e il 12%. Ed è pronta ad aumentare il programma d'acquisti già dal mese prossimo
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Un pacchetto da 750 miliardi di euro, di cui 500 versati come aiuti e 250 come prestiti. Il “Next generation Eu”, ovvero il Recovery Fund targato Ursula Von der Leyen, batte ogni più rosea aspettativa e fa meglio persino di quanto proposto dal Angela Merkel e Emmanuel Macron nel loro ambizioso piano da 500 miliardi. La parte maggiore dello stanziamento, quasi un quarto, è destinata proprio all’Italia in quanto “Paese maggiormente colpito” dalla crisi, cui andrebbero 172,7 miliardi, 81,807 di aiuti e 90,938 di prestiti.
“La crisi ha effetti di contagio in tutti i Paesi e nessuno può ripararsi da solo – ha ammonito la presedente della Commissione Ue -. Un’economia in difficoltà da una parte indebolisce una forte dall’altra. Divergenze e disparità aumentano e abbiamo solo due scelte: o andiamo da soli, lasciando Paesi e regioni indietro, o prendiamo la strada insieme. Per me la scelta è semplice, voglio che prendiamo una strada forte insieme”.
Lo sforzo complessivo dell’Ue per la ripresa sarà quindi da 2.400 miliardi di euro, ha chiarito la Von der Leyen, aggiungendo che “le proposte più coraggiose sono quelle più sicure” e spiegando che la proposta del Fondo da 750 miliardi si aggiungerà ai 1.100 miliardi di bilancio pluriennale Ue, il Qfp, “riveduto a 1.100 miliardi, per un totale di 1.850 miliardi” di euro. Il tutto sarà sommato ai 540 miliardi delle misure già approvate: Mes light, Sure per la disoccupazione e fondi Bei.
NEXT GENERATION EU: COME FUNZIONA
Tornando agli stanziamenti, in seconda posizione c’è la Spagna, con un totale di 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti, e chiude il podio la Polonia, con 63,8 miliardi di euro, di cui 37,693 di aiuti e 26,146 di prestiti. Per la Francia sono previsti 38,7 miliardi, mentre per la Germania 28,8, per entrambe si stratta solo di aiuti a fondo perduto. La proposta della Commissione prevede poi aiuti a fondo perduto anche per i Paesi cosiddetti ‘frugali’: alla Danimarca andrebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043.
La Commissione otterrà i 750 miliardi di euro innalzando “temporaneamente” il tetto delle risorse proprie del bilancio comune al 2% del Pil Ue, e andando sui mercati a finanziarsi. Il debito così emesso dovrà essere rimborsato tra il 2028 e il 2058, attraverso il bilancio comune post 2027. Per reperire risorse Bruxelles propone di includere nuove risorse da tasse sulle emissioni, sulle grandi multinazionali, sulla plastica e web tax.
Il denaro arriverà ai singoli Stati attraverso diversi strumenti. Il principale è la Recovery and Resilience Facility, potenza di fuoco da 560 miliardi, che prevede un sostegno finanziario per investimenti e riforme per la ripresa. Non sono previste condizionalità, ma i piani presentati dai Paesi devono rispecchiare alcuni obiettivi dell’Unione, tra cui Green deal e digitale, e avviare alcune riforme che Bruxelles chiede ormai da tempo (come quella fiscale in Italia). Fondamentale anche il Solvency Support Instrument che permetterà di ricapitalizzare le imprese in difficoltà a causa della pandemia.
LE REAZIONI
La prima reazione positiva è arrivata dalle Borse. Intorno alle 15, il Ftse-100 sale dell’1,5%, il Cac-40 del 2,13%, il Dax dell’1,85% e Milano avanza dell’1,5%. Stesso discorso per i rendimenti dei titoli di Stato della periferia dell’Eurozona: quello del Btp decennale è in discesa di 7 punti base all’1,54%, con lo spread in netta contrazione sotto i 200 punti base.
Entusiasta anche il primo commento del presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte. ”Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”, ha scritto il premier sui social. Da Berlino, invece, arriva l’auspicio della Cancelliera che chiede ora “un veloce compromesso tra i 27”.
Rovinare la festa è toccato all’Olanda, la più inflessibile dei ‘frugal four’, intervenuta senza aspettare il solito ‘portavoce’, il premier austriaco Sebastian Kurz. “Le posizioni sono lontane e questo è un dossier che richiede l’unanimità, quindi i negoziati richiederanno tempo. E’ difficile pensare che questa proposta potrà essere il risultato finale di quei negoziati”, è stata la prima reazione di fonti diplomatiche olandesi sulla proposta della Commissione.
Il piano è un “passo in avanti significativo” in termini di coordinamento fiscale, secondo Anatoli Annenkov, economista di Societe Generale. Per l’esperto però resta da vedere se il fondo sarà sufficiente per ridurre la pressione sulla Bce affinché mantenga sotto controllo gli spread obbligazionari. Anche se le somme potrebbero non sembrare sufficienti, per SocGen comunque il fondo è un segnale importante del fatto che i politici si assumeranno maggiori responsabilità sulla questione della condivisione e della riduzione del rischio in futuro.
Più critico Joerg Kraemer, capo economista di Commerzbank, secondo cui la proposta della Commissione si concentra sulla spesa del denaro, ma è vaga sulle questioni del finanziamento. L’esperto evidenzia infatti che non è chiaro come le obbligazioni emesse per finanziare il fondo debbano ricevere un rating AAA. Comunque sia, conclude, nonostante “il solito ritardo” il Recovery Fund alla fine ci sarà anche se gli acquisti di asset della Bce rimangono il mezzo di politica più semplice per tenere unita l’unione monetaria.
I PROSSIMI PASSI
Intanto, i negoziati si annunciano lunghi e difficili. I funzionari dell’Ue sono preparati ad affrontare settimane di discussioni e sperano che i leader nazionali possano incontrarsi di persona a giugno, per il Consiglio Europeo, per trovare un compromesso. Sono però in molti a sostenere che potrebbero essere necessari ulteriori colloqui e che un accordo prima dell’estate non è affatto garantito.
