Recessione, ecco l’impatto che avrebbe sui mercati
20 febbraio 2019
di la Redazione
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Almeida (MFS): “Riteniamo che gli investitori dovrebbero prestare maggiore attenzione a come viene allocato il rischio di portafoglio rispetto al decennio passato”
Robert M. Almeida, portfolio manager e global investment strategist di MFS
“Alcuni parametri di mercato segnalano da tempo un aumento del rischio di recessione; tra questi, uno dei più popolari è l’appiattimento della curva dei rendimenti statunitense. Benché non perfetta, la capacità di previsione della curva dei rendimenti è storicamente piuttosto elevata. In che modo gli investitori dovrebbero interpretare questo fenomeno?” Se lo chiede Robert M. Almeida, portfolio manager e global investment strategist di MFS.
“I ribassi dei mercati e le recessioni – argomenta l’economista – tendono spesso a coincidere. Tuttavia, questa coincidenza non è perfetta. La solidità dell’economia, o la sua debolezza e il sentiment degli investitori sono due cose diverse. Mentre l’economia è costituita da molti elementi disparati, i mercati finanziari riflettono le aspettative degli investitori riguardo ai profitti e ai cash flow. Ciascuno di essi può influenzare notevolmente o determinare l’altro, ma non sono mancati i periodi in cui i ribassi dei mercati dei capitali e le recessioni si sono esclusi a vicenda”.
L’esperto rafforza il concetto riportando le parole del chief economist di MFS Erik Weisman: ‘se consideriamo i tradizionali fattori trainanti delle recessioni, la maggior parte di essi oggi non è visibile. Non abbiamo appena terminato una guerra; non si è registrato uno shock di offerta negativo; e la Federal Reserve non è impegnata a contenere aggressivamente un’inflazione troppo elevata. Se escludiamo l’indebitamento delle aziende, è difficile individuare eccessi o squilibri macroeconomici nell’economia statunitense’.
L’economista, quindi, non nutre particolari apprensioni per una recessione del 2019. “A mio avviso il mercato dei Treasury, che ha archiviato un deciso rialzo negli ultimi mesi, segnala maggiori timori per un potenziale errore di politica monetaria della Fed che per un surriscaldamento dell’economia. Pertanto, pur non provando grandi timori per i rischi di recessione, riteniamo che gli investitori dovrebbero prestare maggiore attenzione a come viene allocato il rischio di portafoglio rispetto al decennio passato”.
Biondo (Lemanik): “Tale incertezza investirà tutti i mercati, ovviamente anche quelli sovrani in valuta forte, la cui preferenza va considerata più in termini relativi che assoluti. Un eventuale investimento andrebbe dunque frazionato”
In uno scenario di tassi bassi e inflazione sotto controllo, il credito europeo offre opportunità nonostante l’aumento della volatilità legata alle elezioni.
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