Il fondatore di Bridgewater si dice preoccupato dalle tensioni politiche e dalle conseguenze dell’elevato indebitamento sui Treasury. Timori anche da Jamie Dimon su una crescita alimentata dal deficit
Ray Dalio
Una ventata di pessimismo trapela dalle ultime esternazioni di Ray Dalio, il fondatore di Bridgewater Associates, uno dei più grandi hedge fund al mondo. Secondo Dalio, infatti, la situazione economica e politica negli Stati Uniti è particolarmente tetra, con un debito ormai fuori controllo che potrebbe penalizzare i Treasury, tensioni geopolitiche esterne e il rischio dell’esplosione di una guerra civile.
In un’intervista al Financial Times, Dalio, acclamato da molti come un vero e proprio guru della finanza, ha speso parole di fuoco per la situazione politica e la crescente polarizzazione del dibattito. Al punto da spingersi a dire che gli Stati Uniti “sono sull’orlo del precipizio” e a stimare una probabilità di oltre “uno su tre”di una guerra civile, date le crescenti divisioni all’interno del Paese. Per Dalio le prossime elezioni sono le più importanti della sua vita, e non sappiamo ancora se passeremo a tempi molto più turbolenti”.
Invece che essere una battaglia sanguinosa, Dalio crede che questa “guerra civile” moderna sarebbe l’approfondimento del baratro all’interno del sistema politico e culturale del Paese, in cui “le persone si spostano verso stati diversi che sono più allineati a ciò che vogliono e non seguono le decisioni delle autorità federali dell’opposto orientamento politico”.
In ogni caso, Dalio ha detto che le elezioni di quest’anno metteranno alla prova se la democrazia può ancora funzionare bene, e se ci sarà un’accettazione delle regole democratiche e la capacità di lavorare bene sotto tali vincoli.
Ma la politica non è la sola fonte di timore per il guru, che si è detto preoccupato per i Treasury a causa dell’elevato livello del debito, su cui pesano anche i tassi ormai alti. “Sono anche preoccupato per il calo della domanda per far fronte all’offerta, in particolare da parte degli investitori internazionali preoccupati dal quadro del debito Usa e dalle possibili sanzioni”. Più precisamente, Dalio ha detto che se Washington dovesse imporre sanzioni su altri Paesi – dopo averlo fatto con la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina – questo potrebbe ridurre la domanda estera per i Treasury.
Le preoccupazioni di Dalio sul livello del debito statunitense non sono rimaste isolate. Lo stesso governatore della FED, Jay Powell, ha dichiarato nei giorni scorsi che “gli USA sono su un percorso fiscale insostenibile”.
Anche il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, si è detto preoccupato dalla situazione. In un’intervista con Sky News, Dimon ha detto di sperare che il governo degli Stati Uniti si concentri sulla riduzione di deficit e debito prima che i mercati finanziari lo costringano. “Prima ci concentreremo su questo, meglio è”, ha aggiunto Dimon. Perché in ogni caso questo creerà tensioni che a un certo punto andranno affrontate, ma se lo si farà dopo la reazione del mercato, le conseguenze saranno ben peggiori di quelle che si avrebbero se si fosse intervenuti subito.
I commenti di Dimon e Dalio riflettono le preoccupazioni diffuse sui rischi più ampi del crescente debito pubblico degli Stati Uniti, che il Dipartimento del Tesoro stima a 34,6 trilioni di dollari, oltre il PIL degli Stati Uniti. Dimon ha ammesso che la spesa pubblica finanziata in deficit, compreso il sostegno fiscale offerto nel corso della pandemia, è stata una delle ragioni dietro la crescita robusta dell’economia più grande del mondo. “L’America ha speso molti soldi, durante il Covid e dopo il Covid. Il nostro deficit è ora al 6%; un livello elevato, ma che d’altra parte contribuisce ad alimentare la crescita”, ha dichiarato il numero uno di JP Morgan. Tuttavia, non necessariamente quella alimentata dal deficit è una “buona” crescita, e “l’America dovrebbe essere piuttosto consapevole che dobbiamo concentrarci un po’ di più sui nostri problemi di deficit fiscale, e che questo è importante anche per il resto del mondo”.
Lo scorso mese, il Fondo Monetario Internazionale ha detto che l’alto e crescente livello di debito del governo statunitense rischia di innalzare i costi di finanziamento in tutto il mondo e minare la stabilità finanziaria globale.
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