Ristori quater, ecco le misure per i consulenti finanziari
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Agenti di commercio e consulenti finanziari non posso essere di nuovo esclusi dagli aiuti di Stato anti crisi pandemica. Per questo il presidente della Federagenti, Manfredo Cornaro, ha deciso di rivolgere un appello direttamente all’esecutivo: “Chiediamo al nuovo governo di intervenire affinché nel ‘Ristori 5’ siano finalmente compresi tutti gli agenti di commercio e finanziari”.
“Purtroppo infatti – sottolinea Cornaro – ancora moltissimi agenti di commercio, consulenti finanziari, agenti in attività finanziaria e collaboratori dei mediatori creditizi pur avendo subito un calo di fatturato maggiore ad un terzo non hanno avuto finora accesso ai ristori in quanto non ricompresi tra i codici Ateco beneficiari delle misure, e la situazione sta peggiorando sempre più con la recrudescenza dei contagi ed il prolungamento delle restrizioni”.
Ma non è tutto, secondo il numero uno della Federagenti. “Il fatto che la spettanza del contributo sia vincolata alla condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi sia inferiore ai 2/3 rispetto al medesimo singolo mese dell’anno precedente non coglie il reale calo di attività derivante dalle misure restrittive adottate – evidenzia -, in quanto gli Agenti fatturano (peraltro in gran parte non mensilmente) alla casa mandante le provvigioni maturate solo al momento dell’effettivo incasso di queste ultime”.
E Cornaro ricorda come Federagenti, insieme alle associazioni Anasf, Assopam e Fiarc, già dalla prima edizione del decreto Ristori abbia chiesto al precedente governo (“purtroppo inascoltata”) i correttivi in questione.
“Oggi, col nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi – conclude dunque Cornaro – rinnoviamo con carattere di estrema urgenza la nostra proposta di far rientrare nei Ristori le categorie che rappresentiamo, eliminando la filosofia dei codici Ateco e prendendo a riferimento una maggior lasso temporale di quello mensile per verificare la perdita di fatturato. Questa proposta si inserisce in un pacchetto di misure ad hoc che abbiamo presentato per il rilancio della nostra categoria, fortemente provata dalla crisi economica conseguente alla pandemia, tra cui una maggiore agevolazione fiscale per l’acquisto dei beni strumentali, in primis l’autovettura, e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi”.
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