Petrolio: il rischio geopolitico crescente guiderà un nuovo rally
L'instabilità in Medio Oriente può spingere il barile fino ai 75 dollari. Ma il mercato per ora non prezza il rischio
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I mercati petroliferi hanno registrato per mesi un trend ribassista, ma potrebbero essere ora indirizzati verso una correzione al rialzo. A sostenerlo, Nitesh Shah, director research di WisdomTree. “In sette delle ultime otto settimane, le scorte petrolifere statunitensi sono state superiori ai risultati dell’indagine di consenso di Bloomberg, contribuendo al sentimento ribassista”, spiega l’esperto, aggiungendo che anche la chiusura della Keystone Pipeline (che porta il petrolio canadese negli Stati Uniti) per due settimane ha contribuito ben poco per stimolare i prezzi al rialzo.
“In questo periodo di prezzi deboli, i conti delle piattaforme petrolifere statunitensi sono in calo. Tuttavia, la produzione petrolifera statunitense rimane stabile ai massimi livelli”, evidenzia Shah, chiarendo che per mantenere la produzione a questo ritmo, gli Stati Uniti si sono affidati ai giacimenti già avviati ma non ancora sfruttati appieno, costruiti in periodi di prezzi più elevati, ma con un tetto massimo per l’utilizzo futuro.
“Tuttavia, lo stock contenuto nei Duc non può durare per sempre – avverte -. Un’epoca di prezzi deboli sta mettendo sotto pressione i produttori di shale oil americani. Chesapeake Energy, ad esempio, ha lanciato la scorsa settimana un avvertimento ‘going-concern’. La diminuzione dei volumi di produzione potrebbe portare nel tempo ad una correzione al rialzo dei prezzi”.
