Pil, crescita zero nel secondo trimestre
Continua la fase di stagnazione. Ma i risultati sono comunque migliori delle attese degli analisti, che si aspettavano un calo dello 0,1%
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La prima metà del 2019 è stata caratterizzata da fasi alterne di volatilità, tra compiacenza e panico, tipiche di una fase avanzata del ciclo economico, e da un atteggiamento accomodante della Fed: fattori che hanno sostenuto maggiormente il rally azionario rispetto alla crescita degli utili. Ora, quello che attende i mercati, è un nuovo semestre di incertezze e turbolenze: come si affrontano dal punto di vista degli investimenti?
“Di fronte alle incertezze rappresentate dalla guerra commerciale tra Usa e Cina, dalla Brexit e dalla maturità del ciclo di espansione dell’economia, gli investitori potrebbero trovarsi di fronte a un percorso accidentato – dice a FocusRisparmio Francesco Lomartire, responsabile di Spdr Etfs per l’Italia – Pertanto avrebbe senso puntare su strategie più difensive, sia in area Euro sia negli Usa, concentrandosi sui titoli dai buoni fondamentali in grado di offrire dividendi crescenti su orizzonti temporali molto lunghi, i dividend aristocrats”.
Tali strategie, analogamente a quelle orientate al contenimento della volatilità, definite low volatility, consentono di mantenere un approccio difensivo al mercato azionario, limitando gli effetti di brevi periodi di stress. “Allo stesso modo – continua Lomartire – le obbligazioni convertibili potrebbero contribuire a modificare il profilo di rischio del portafoglio azionario in chiave difensiva, cercando di sfruttare il prolungamento del ciclo senza doverne necessariamente anticipare la fine. Sul fronte obbligazionario le elevate valutazioni dei bond di elevata qualità risentono dell’incertezza dei mercati e possono essere giustificate dall’atteggiamento accomodante delle banche centrali. Tuttavia, queste esposizioni possono fornire protezione al portafoglio in caso di rapido deterioramento dovuto a eventi geopolitici, contrazione del ciclo e calo della fiducia degli investitori: in particolare attraverso il ricorso a titoli caratterizzati da una duration più lunga e una ridotta esposizione al credito tramite indici globali diversificati aggregati”.

Secondo Roberto Bartolomei, head of Bnp Paribas Global Markets Theam Quant Fund Sales per Bnp Paribas SA, un modo per affrontare l’incertezza sono le “soluzioni che mirano a generare rendimenti, riducendo in parte o completamente la dipendenza dalla direzione del mercato. Il primo strumento a nostra disposizione sono le azioni difensive, cioè titoli con un rischio attenuato. Esistono due modalità per costruire un portafoglio azionario difensivo: il primo è selezionare titoli caratterizzati da basso rischio: negli ultimi 18 mesi i cosiddetti low vol hanno sovraperformato il mercato. Tuttavia, questo comporta significative distorsioni settoriali, macro e fattoriali: in futuro questo metodo potrebbe non avere più così tanto successo in caso di inversioni di tendenza”.
La seconda modalità, invece, cerca di limitare le distorsioni proteggendo dall’elevata volatilità. Di solito questo implica la combinazione di un portafoglio azionario ampiamente diversificato, con un benchmark e una protezione dovuta dall’acquisto di opzioni. “Questo è esattamente quello che facciamo noi – continua Bartalomei – I team selezionano un portafoglio sistematico e diversificato di azioni con un forte controllo del rischio rispetto al benchmark. Con una strategia market-neutral, poi, possiamo anche eliminare la direzionalità del mercato in modo da estrarre alfa durante periodi di mercato stabili o ribassisti, neutralizzando il beta attraverso future su indici”.
Infine, Bartolomei suggerisce anche una terza strategia, basata sugli strumenti collegati alla volatilità. “È risaputo – spiega – che i prezzi delle azioni non si muovono in perfetta sincronia, con il risultato che gli indici variano meno delle azioni che li compongono. Questa dinamica è fondamentale durante un sell-off del mercato: anche se inizialmente tutti i titoli azionari potrebbero crollare simultaneamente (a discapito della dispersione), successivamente i loro prezzi torneranno a divergere (a favore della dispersione), mentre gli investitori si adattano alle cause e alle conseguenze del sell-off. Le differenze di prezzo e volatilità delle aziende varieranno quindi in base a fattori quali solidità, leva finanziaria, prospettive di guadagno, attenzione settoriale.
Nel frattempo, in mercati più favorevoli, la dispersione continua a sfruttare questo scambio di valore relativo e beneficia dei flussi di notizie riguardanti singole azioni, come profit warning, attività di M&A, eventi di particolare rilevanza per le società. Nell’attuale fase del ciclo economico, si prevede un andamento delle singole azioni più idiosincratico rispetto al normale: ciò comporterà un alto livello di dispersione all’interno dell’indice S&P 500. Per questo motivo – conclude – coloro che non hanno forti opinioni direzionali o temono un’inversione negativa del ciclo, dovrebbero tenere a mente queste strategie”.
