MiFID II, Bufi (Anasf): “Valorizzata la figura del consulente finanziario”
Per il presidente Anasf le prime sfide future riguardano l’Ocf e l’avvio della vigilanza sugli operatori.
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“Il futuro non ci deve fare paura”. Parola di Maurizio Bufi, presidente Anasf, all’evento torinese organizzato dall’Associazione nazionale dei consulenti finanziari per fare il punto su quali saranno le sfide e le opportunità legate all’applicazione, a partire da gennaio 2018, della MiFID II. Direttiva che, a detta di importanti esponenti del mondo finanziario, è un punto di svolta epocale per intermediari, consulenti finanziari e risparmiatori.
“L’applicazione della direttiva è imminente. Complessivamente esprimiamo un giudizio positivo, poiché la figura del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede risulta valorizzata”, afferma Bufi. “Siamo consapevoli della necessità di raccogliere una sfida e siamo davvero convinti di essere pronti al cambiamento”.
Per il presidente di Anasf, “la MiFID II ha meglio definito il perimetro di attività del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, in ragione dell’ampio spettro di attività che può svolgere, coniugando insieme il servizio di consulenza al collocamento”.
Sull’articolo 30-bis, che riconosce anche ai consulenti autonomi e alle società di consulenza la possibilità di prestare il servizio fuori sede, per Bufi “è una scelta che ha lasciato perplessi ma che rispettiamo”. Nel suo intervento, infine, ribadisce l’unitarietà del servizio di consulenza finanziaria e sottolinea come il modello di consulenza e collocamento dei consulenti finanziari non abbia eguali nel sistema contrapponendosi al modello della banca universale, definito “in crisi”.
Keynote speaker del convegno inaugurale è Francesco Di Ciommo, Avvocato e docente dell’Università LUISS Guido Carli. “La MiFID II è un momento di cambiamento epocale – spiega Di Ciommo – Un cambiamento positivo ma che va gestito in maniera intelligente”. Secondo il docente i mercati finanziari sono sempre più insensibili all’andamento dell’economia reale, sono diventati più complessi e per questo “ci sarà sempre bisogno della figura del consulente finanziario”.
Di Ciommo affronta quindi il fenomeno dei robo-advisor che le autorevoli pagine del Financial Times hanno individuato come potenziale causa di estinzione della figura del consulente finanziario. Per il docente della LUISS “il lavoro dell’uomo non sarà sostituito da un algoritmo. L’attività del consulente finanziario sarà fondamentale e non sostituibile per la capacita che questa figura ha di conoscere il cliente e di saper guardare alle sue esigenze future”. Chiedendo alla platea di Torino di accettare le sfide della modernità, lancia quindi un raccomandazione: “dovete innalzare il livello della vostra qualità”.
