Ma i tassi Usa sono l’unico driver di crescita dell’azionario emergente?
14 marzo 2019
di LA REDAZIONE
1 min
Il rally dei listini emergenti non si esaurirà col progredire dell’anno. Grazie alla Fed, certo – ma non solo
Daniel Tubbs, capo dell’azionario emergente globale di Mirabaud AM
L’economia statunitense “potrebbe registrare un rallentamento graduale verso la fine dell’anno, dopo il fortissimo stimolo fiscale del 2018”. Ne è convinto Daniel Tubbs, capo dell’azionario emergente globale di Mirabaud AM.
Di conseguenza, prosegue Tubbs, “a nostro avviso è improbabile che la Federal Reserve aumenti i tassi d’interesse quest’anno, anzi potremmo addirittura assistere ad una riduzione dei tassi verso la fine del 2019”.
Se questo scenario si concretizzerà, prosegue il gestore, “il dollaro potrebbe indebolirsi, il che sarà di supporto alle azioni dei mercati emergenti. Inoltre, una potenziale risoluzione delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti potrebbe essere positiva per i mercati emergenti”.
Nell’analisi dell’esperto, entrambi i paesi “vogliono evitare contraccolpi politici e hanno bisogno di un compromesso per evitare che le loro economie subiscano ulteriori conseguenze”.
Tuttavia, l’andamento dei tassi USA “non è l’unico catalizzatore per le azioni dei mercati emergenti”, sottolinea Tubbs. “All’inizio di quest’anno abbiamo assistito ad un forte rally dell’azionario emergente, con l’indice MSCI GEM che ha raggiunto quasi il 10%. A nostro avviso, i mercati emergenti hanno le giuste condizioni fondamentali per riportare buone performance quest’anno”.
Inoltre, insiste Tubbs, “ci aspettiamo uno spostamento dell’attenzione dai mercati sviluppati verso i mercati emergenti, spinta da una serie di fattori”. Tra questi, il fatto che “le azioni Usa stanno diventando costose dopo un decennio di performance solide e riteniamo che gli investitori siano preoccupati per la fine del mercato toro statunitense”, osserva lo specialista.
Infine, il sentiment dei mercati europei “sta diventando cauto a causa del crescente rischio politico in alcuni mercati periferici come l’Italia”, dice Tubbs. Parallelamente, la Brexit continua a creare incertezza. “Di conseguenza, per gli investitori globali alla ricerca della diversità, riteniamo che le azioni dei mercati emergenti offrano un’opportunità interessante rispetto ai mercati sviluppati”.
Solo il tempo dirà quando si esaurirà questo lungo mercato toro. "Ma i principi chiave per gli investitori – essere selettivi e mantenere un portafoglio diversificato – rimangono validi", osserva Ritu Vohora, equities investment director di M&G
Da inizio anno i listini globali sono tornati in grande spolvero. In un contesto di crescita globale ancora positiva, alcuni dei migliori fund manager scrutano l’orizzonte alla ricerca di opportunità.
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