#SdR17 | Chiusura col botto: l’Italia in difficoltà ma con iniziative concrete come i Pir si può tornare a crescere
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L’Italia attira l’attenzione degli investitori. Il Belpaese, infatti, mostra numeri che indicano una sottovalutazione di Piazza Affari rispetto ad altri mercati. E le performance degli ultimi mesi parlano chiaro, con il Ftse Mib che registra il migliore risultato dal giorno in cui Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali americane (4 novembre 2016): +23,7% per l’indice tricolore (dato al 29 marzo 2017), contro il +17,6% per il Dax e il +16,6% per l’Eurostoxx50.
La spinta di Trump
“Le elezioni di Trump hanno rappresentato il principale momento di discontinuità degli ultimi mesi, accelerando alcuni trend di cui si cominciava a vedere già parziale evidenza l’anno scorso, in particolare lo spostamento di asset dall’obbligazionario all’azionario, interrompendo un flusso che durava ininterrotto da diversi decenni – spiega Guglielmo Manetti, vice direttore generale di Intermonte Advisory e Gestione – Equity e corporate bond, dunque, sono stati i principali vincitori del cosiddetto Trump reflation trade, a discapito di bond governativi e commodity”. E in questo contesto è stata soprattutto l’Italia a essere premiata. Rispetto agli Usa, comunque, tutta l’Europa ha mostrato una sovraperformance, “giustificata da un migliore andamento degli utili – fa notare Manetti – Ma i settori italiani si sono comportanti tutti meglio dei peers europei. Confrontando l’andamento degli utili dei settori tricolore rispetto ai loro peers europei sono emersi alcuni spunti interessanti: innanzitutto, la migliore performance dell’Italia rispetto all’Europa è in parte giustificata da un migliore andamento delle stime; il settore consumer, poi, è quello che ha visto la maggiore forbice tra sovraperformance dei peers e andamento degli utili, ovvero è stato il settore con il maggior re-rating dei multipli; infine – aggiunge – telecom e industriali sono i due settori dove il forte miglioramento delle stime di utile rispetto ai peers è stato seguito in maniera meno che proporzionale rispetto al trend di mercato da una performance settoriale”.
Ritorno di fiducia
Ci possono essere molti motivi dietro questa buona performance, a partire non ultimo il fatto che il mercato italiano viene da un lungo periodo di forte sottoperformance relativa ed è ancora uno dei peggiori al mondo a 2 e 3 anni. “Per noi, però, sono quattro i motivi principali – precisa Manetti – Riduzione del rischio politico Italia, con il rinvio elezioni al 2018; successo dell’aumento capitale di Unicredit, terminato verso la metà del mese di marzo; la smentita dell’interesse di Intesa su Generali, arrivato il week end del 25-26 febbraio; la partenza dei Pir, che sta catturando l’interesse degli investitori e canalizzando flussi sul mercato italiano e in particolare sulle mid-small caps”.
E ancora, anche la situazione economica gioca a favore del Belpaese, così come i multipli di mercato. Lo conferma Riccardo Ambrosetti, presidente di Ambrosetti Asset Management Sim, che segnala “il record storico della bilancia commerciale, che nel 2016 ha superato i 50 miliardi di euro, e l’Economic Sentiment Indicator, in crescita allineata alla media dei Paesi dell’Eurozona. Uno scenario economico positivo che è accompagnato da una sottovalutazione relativa – sottolinea – Sottovalutazione rappresentata, con riferimento al mondo azionario italiano, da un Cape ratio di 8,8, che equivale a solo la metà di quanto attribuito per esempio alla Germania e, in generale, il più basso tra i più significativi mercati economici mondiali. Nella storia del secondo dopoguerra, i Paesi che si sono trovati in situazioni simili hanno sempre goduto di un recupero di forza molto significativo. Inoltre, da ormai due anni abbondanti, assistiamo a una gara da parte di investitori di tutto il mondo ad acquistare campioni nazionali. Infine – conclude – l’eventuale riuscita di iniziative strategiche, come il trasferimento dell’Agenzia europea per i medicinali a Milano, se non addirittura della piattaforma di settlement finanziario, completerebbero il quadro di recupero di fiducia internazionale verso il nostro Paese”.
