Bce, la nomina di Lagarde è positiva per i mercati
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Il ciclo più lungo della storia negli Usa non ha creato benefici per tutti, ma ha generato iniquità sociali che pongono il Paese davanti a uno scenario sfidante. Inoltre, il debito pubblico è insostenibile ed è urgente un intervento. Insomma, l’economia Usa, che in generale viene definita solida e fervida di prospettive positive, è tutt’altro che questo. Almeno a leggere i contenuti dell’Articolo 4 sugli Usa, il rapporto annuale che il Fmi stende per descrivere la solidità economica di ogni Paese membro.
Contenuti durissimi che sono rimarcati nel discorso di presentazione di Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale e prossimo governatore della Bce. “Il rapporto e la presentazione mostrano innanzitutto la capacità di Lagarde di aver sviluppato un’indipendenza dal governo Usa del tutto inedita. In altre circostanze, i dati contenuti in quella presentazione sarebbero rimasti sotto il tappeto”, dice a FocusRisparmio Franco Bruni, professore di Teoria e politica monetaria internazionale dell’Università Bocconi, nonché vice presidente Ispi e co-head dell’Osservatorio Europa e Governance Globale.
“Si sarebbe potuto scegliere di lasciare nell’ombra gli aspetti negativi dell’economia Usa, vista la crescita solida del Pil e il calo della disoccupazione ai minimi storici, che pure Lagarde sottolinea. Invece, nel rapporto si afferma che il Paese ha un debito pubblico insostenibile, che la condizione della società Usa è al limite del tracollo, con il 50% della popolazione più povera che è sempre più povera, a causa di un’inefficace distribuzione del reddito”.
E allora proviamo ad andare più nel dettaglio. Da un lato per iniziare a conoscere con maggiore precisione la tempra della lady di ferro che sostituirà Mario Draghi alla guida della banca centrale europea. Dall’altro per avere una visione dissonante dello stato dell’arte dell’economia Usa, per cui lo stesso Fmi vede una crescita del 2,6% nel 2019 e dell’1,9% nel 2020.
“Siamo preoccupati – scrive Lagarde – che i benefici di questa espansione decennale non siano stati, in generale, condivisi così ampiamente come avrebbero potuto essere. Se osserviamo una vasta serie di indicatori sociali, vediamo un quadro sfidante. L’aspettativa di vita media è diminuita negli ultimi anni, la polarizzazione del reddito e della ricchezza è aumentata, la mobilità sociale si è costantemente ridotta, i risultati in termini di istruzione e salute non sono ottimali e, mentre il tasso di povertà sta diminuendo, rimane più elevato rispetto ad altre economie avanzate”.
In particolare, i bambini americani hanno considerevolmente meno probabilità dei loro genitori di salire sull’ascensore sociale e la probabilità di guadagnare di più rispetto ai loro genitori ha visto un calo secolare (da quasi il 90%, per i nati negli anni ’40, al 50% per l’attuale insieme di giovani adulti). Diminuisce anche la mobilità geografica: con solo il 10% degli americani che si sono spostati nel Paese nel 2018, polarizzando la ricchezza e le opportunità di lavoro in certe regioni più che in altre.
Un americano su venti, inoltre, si trova in condizioni di povertà estrema. Non a caso, l’aspettativa di vita dopo essere passata dai 70 anni del 1960 ai 79 del 2017, negli ultimi tre anni è calata collocandosi sotto quella media dei G7. Il costo della sanità è cresciuto dell’1,4% all’anno negli ultimi 20 anni, a un ritmo superiore a quello dei redditi e secondo un recente sondaggio Gallup, il 29% degli americani ha scelto di non ricorrere a cure mediche a causa dei costi elevate.
La soluzione? Politiche inclusive come “l’istituzione di un congedo familiare retribuito, l’espansione di un credito d’imposta sul reddito percepito e welfare per le famiglie in cui i genitori lavorano e devono prestare assistenza a bambini e altre persone a carico. Tutto ciò fornirebbe un’ancora di salvezza alle famiglie e aiuterebbe a sostenere la mobilità sociale facilitando loro l’ingresso nella forza lavoro e il perseguimento di una carriera soddisfacente”.
E dopo aver rilevato come il miglioramento delle condizioni del mercato finanziario nella prima parte dell’anno abbia impattato positivamente sulla crescita di breve termine riducendo i costi e aumentando l’accesso ai finanziamenti, Lagarde ha espresso anche preoccupazione sul fatto che “un improvviso inasprimento delle condizioni finanziarie potrebbe interagire negativamente con gli alti livelli di debito pubblico e societario e creare un cortocircuito che peserebbe anche sulle attività reali e sulla creazione di posti di lavoro. Questo è qualcosa a cui fare attenzione”.
Non solo. “Il debito pubblico degli Stati Uniti sta seguendo un percorso insostenibile. Sono necessari adeguamenti delle politiche per ridurre il disavanzo di bilancio”. A causa delle politiche di Trump, che ha aumentato le spese in difesa e diminuito la tassazione, il Pil è cresciuto del 3% nel 2018, ma il debito Pil si è portato al 107% (prendendo a parametro il Pil del governo generale). Un valore insostenibile e destinato a continuare a deteriorarsi se non si corre ai ripari.
