Quando ciò accadrà, la prospettiva di un ritorno a una politica reflazionistica favorirà gli asset rischiosi, e sicuramente in primis i mercati emergenti, affamati di liquidità
Didier Saint-Georges, managing Director e membro del comitato investimenti di Carmignac
“Uno dei maggiori rischi per i mercati azionari è il fatto che la conferma del rallentamento economico possa avere un impatto sui risultati delle imprese, potenziato dal grado di leva finanziaria accumulata da dieci anni a questa parte. Analogamente, sul mercato delle obbligazioni corporate l’aumento ciclico dei tassi di default, in combinazione con la tendenza al rialzo dei tassi d’interesse privi di rischio, rende la categoria investment grade, i cui rendimenti non compensano più alcun rischio di credito, molto vulnerabile”. Didier Saint-Georges, managing Director e membro del comitato investimenti di Carmignac, prefigura l’andamento dei mercati nel 2019.
“Il debito pubblico – argomenta l’analista – potrebbe inoltre aggravare la problematica di un rallentamento economico per i Paesi più deboli. Si teme quindi che i mercati e le agenzie di rating possano esprimere un giudizio molto severo sulla sostenibilità del tasso di debito dello Stato italiano, qualora il Paese dovesse entrare in una fase di forte rallentamento”.
Per l’esperto “si giungerà a un momento in cui le Banche centrali dovranno arrendersi e rinunciare al proseguimento dei processi di normalizzazione monetaria. Quando ciò accadrà, la prospettiva di un ritorno a una politica reflazionistica favorirà gli asset rischiosi, e sicuramente in primis i mercati emergenti, affamati di liquidità”.
“È verosimile che si possa giungere a questo esito nel 2019 – prevede l’economista – anche se è difficilmente ipotizzabile in assenza di un forte inasprimento preventivo delle condizioni finanziarie, in grado di forzare la mano delle Banche centrali. Un tale inasprimento potrebbe essere innescato da un’eccessiva correzione dei mercati, che offrirebbe quindi punti d’ingresso interessanti grazie a un crollo generalizzato”.
“Nel frattempo – conclude Saint-Georges- dovrebbe protrarsi lo scenario di collisione, intervallato da periodi di calma. Grande attenzione e opportunismo sono quindi d’obbligo in un contesto di forte prudenza per il 2019”.
Tra il nervosismo dei mercati, le incognite geopolitiche, gli effetti della MiFID e la disintermediazione tecnologica, gli imponderabili del 2019 sono molti. Passiamo in rassegna le minacce di disruption e le opportunità di resilienza per l’industria degli investimenti.
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