Lagarde ricalibra il bazooka: altri 500 miliardi per il Pepp
La Bce porta il totale degli acquisti a 1.850 miliardi e li estende fino a marzo 2022. Via libera a tre nuove aste Tltro, fermi i tassi. Peggiorano le stime 2021. Mercati tiepidi
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Tassi e programmi anti-pandemia confermati, allarme Covid pure. La Bce inaugura il nuovo anno, quello che dovrebbe essere della ripartenza, senza sorprese e mantiene “l’orientamento molto accomodante della sua politica monetaria”, come affermato al termine della riunione dalla presidente Christine Lagarde, per la quale serve ancora “un ampio sostegno” monetario nonostante i vaccini.
Dunque il board di Francoforte non ha toccato i tassi d’interesse (il principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali a 0,25%), ha annunciato che proseguirà gli acquisti nell’ambito del Pandemic emergency purchase programme (Pepp) con una dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro e ha spiegato che continuerà gli acquisti almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, finché non riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus. “Il Consiglio direttivo resta pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria”, hanno assicurato ancora una volta i banchieri centrali.
Tutto questo perché, come ribadito a più riprese, la campagna di vaccinazione “è un passo importante” per superare la pandemia, ma per l’immunità di massa ci vorrà del tempo e il Covid “continua a porre dei gravi rischi” per l’economia. “Nel quarto trimestre è attesa una contrazione del Pil” che dovrebbe “pesare anche sul primo trimestre di quest’anno”, ha avvertito Lagarde, segnalando che l’area sembra avviata verso una doppia recessione e sottolineando che, se il manifatturiero resiste, “i servizi sono colpiti più duramente” seppure in misura minore rispetto alla prima ondata.
Proprio perché l’incertezza “resta alta”, Lagarde ha anche confermato il duplice aspetto del Pepp. Potrebbe infatti sia non essere necessario utilizzare tutta la dotazione, “se le condizioni di finanziamento favorevoli possono essere mantenute mediante flussi di acquisti di attività” che non la utilizzino tutta, sia la dotazione potrebbe essere “ricalibrata, se richiesto, per preservare condizioni di finanziamento favorevoli”.
Quanto all’inflazione, questa rimane molto bassa in un contesto di debolezza della domanda e notevole debolezza nei mercati del lavoro e dei prodotti. “Nel complesso, i dati in arrivo confermano la nostra precedente valutazione di base di un pronunciato impatto di breve termine della pandemia sull’economia e una prolungata debolezza dell’inflazione”, ha affermato la numero uno della Bce. Pertanto, Francoforte continuerà a monitorare gli sviluppi del tasso di cambio per quanto riguarda le loro possibili implicazioni per le prospettive di inflazione di medio termine, sempre pronta ad adeguare “tutti i suoi strumenti, come appropriato, per garantire che l’inflazione si avvicini al nostro obiettivo in modo sostenuto, in linea con il nostro impegno per la simmetria”, ha confermato Lagarde.
Inevitabile il riferimento al ruolo chiave al Next Generation Eu e al fatto che i governi debbano lavorare perché diventi operativo al più presto. Solo “impiegando i fondi per la spesa pubblica produttiva, accompagnati da politiche strutturali a favore della produttività”, ha avvertito Lagarde, questi fondi potranno contribuire “a una ripresa più rapida, più forte e più uniforme” rafforzando la resilienza economica e il potenziale di crescita delle economie degli Stati e sostenendo l’efficacia della politica monetaria.
Infine un riferimento all’euro digitale. “Ci vorranno anni prima che arrivi”, ha messo in chiaro la presidente Bce. Deve infatti essere messa a punto “la tecnologia” e deve essere inoltre “compatibile con la sovranità e la trasmissione di politica monetaria”. Per Lagarde comunque “banconote e monete” coesisteranno con un euro digitale.
L’assenza di novità ha lasciato i mercati tiepidi, con i listini del Vecchio Continente che viaggiavano in zona parità prima della conferenza stampa e che più o meno lì sono rimasti dopo. L’unica reazione è arrivata dai rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, che trattano in rialzo dopo le conferme su una possibile estensione del Pepp.
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