Italexit, torna lo spauracchio sui mercati
È altamente improbabile che l’Italia esca dell’euro. Ma l’ipotesi crea forti turbolenze. Delitala (Pictet): “Uscendo ci sarebbe una forte perdita di competitività”
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Il Pil nel secondo trimestre perde slancio. Lo comunica l’Istat specificando che, tra aprile e giugno, il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% su base annua. L’Istat evidenzia la frenata sottolineando che si tratta di un incremento inferiore a quello dei 6 trimestri precedenti.
L’Istituto nazionale di statistica, in una nota, precisa che, “nel secondo trimestre del 2018 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% in termini tendenziali”.
“Il secondo trimestre del 2018 – prosegue la nota – ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2018 – conclude l’Istat – è pari a +0,9%”.
Intanto anche la crescita europea subisce una frenata. l’Eurostat ha comunicato che, nel secondo trimestre del 2018, il Pil in Europa (prima stima), ha evidenziato un aumento dello 0,3% su base trimestrale e un incremento del 2,1% su base annuale.
