Fuori le azioni, largo ai bond. L’indicazione arriva da Jeffrey Gundlach, Ceo e fondatore di DoubleLine Capital, che ha recentemente consigliato agli investitori di considerare un portafoglio a basso rischio con consistenti allocazioni in strumenti a reddito fisso e limitata esposizione all’equity. Secondo l’esperto – noto anche come “Bond King” (anche se un altro guru del reddito fisso, Bill Gross, non è d’accordo) – questa strategia potrebbe potenzialmente produrre un rendimento di circa il 7%, proteggendo gli investitori dall’inflazione.
La struttura di portafoglio suggerita da Gundlach è notevolmente diversa dall’allocazione tradizionale 60/40, cioè con un 60% di azioni e un 40% di obbligazioni. “Gli investitori dovrebbero essere più conservativi, e continuo a raccomandare un portafoglio relativamente bilanciato. Dicendo questo, non mi riferisco al classico 60/40. Ma intendo che solo il 25 o 30% in equity e la stessa percentuale, o poco di più, in bond”.
Questa preferenza riflette la struttura di portafoglio che Gundlach suggeriva due anni fa, con un’allocazione al “25%–25%–25%”, ovvero un quarto di commodity, un quarto di azioni, un quarto di liquidità e un quarto di titoli di stato a lungo termine. In particolare, Gundlach ha proposto un’allocazione del 25% in Treasury decennali o con scadenza superiore, sottolineando il loro ruolo nel fornire stabilità al portafoglio. Secondo il Bond King, gli investitori possono ottenere rendimenti fino al 30% sui Treasury a 30 anni e approssimativamente la metà sui decennali.
Un altro 25% andrebbe su titoli “cash-ish”, ovvero con caratteristiche simili alla liquidità. Nella categoria, per Gundlach rientrano alcuni investimenti in reddito fisso di alta qualità come fondi obbligazionari a breve termine, o opzioni di reddito fisso doppia e tripla B come i bank loan a tasso variabile, o titoli garantiti da mutui commerciali di alta qualità. Il Ceo di DoubleLine Capital ha sottolineato in particolare l’importanza di aggiungere T-Bill in portafoglio, che grazie alle breve duration non sono esposti al rischio di tasso e godono in generale della fiducia della capacità del governo di rimborsare i debiti. Attualmente il rendimento del T-bill viaggia stabilmente al di sopra del 5%.
Oggi Gundlach non appare più, come in passato, interessato agli strumenti più rischiosi, come i titoli junk e le strategie a leva. In epoca di tassi vicini allo zero, spiega, era inevitabile dove puntare sui titoli di minore qualità o con rischi superiori per ottenere un minimo di rendimento, ma oggi lo scenario è cambiato e si possono ottenere ritorni soddisfacenti anche su titoli più sicuri (sulle obbligazioni a doppia e tripla B secondo Gundlach è possibile ottenere rendimenti fino al 7,5-8%).
L’invito a costruire dei portafogli meno rischiosi risponde anche ai timori sullo scenario economico statunitense. La posizione della Federal Reserve di “tassi più alti per più a lungo” è diventata una criticità importante, e l’economia sta già mostrando segnali negativi, ha dichiarato Gundlach. “Questo è un problema” – ha sottolineato l’esperto, notando che il mercato azionario “lo ha già capito, e non aiuta che i rendimenti obbligazionari siano saliti”. Con i tassi alti, i consumatori e i piccoli business potrebbero essere gravemente colpiti.
In questo senso “è saggio essere consapevoli che ci saranno debolezze economiche nella prima metà dell’anno prossimo”, ha affermato Gundlach, aggiungendo di aspettarsi di conseguenza un taglio dei tassi nello stesso periodo. Ma in attesa di un simile scenario, aggiunge, “non è il caso di affezionarsi all’azionario”.
In un post su X, Gundlach ha notato che “la curva dei rendimenti dei Treasury si sta de-invertendo molto rapidamente”. Un aspetto che dovrebbe far mettere tutti in “allerta recessione”, ha chiosato il guru. Soprattutto nel caso in cui salga anche il tasso di disoccupazione.