Etf in crisi? Da inizio anno chiusi 31 fondi passivi
“Il problema è la dimensione dei portafogli, alcuni prodotti sono troppo piccoli per sopravvivere”, dicono dalla società dati Refinitiv
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L’investimento in fondi tematici può rappresentare una delle opportunità di riposizionamento sul mercato più interessanti per i gestori attivi nel 2021. Grazie alla specializzazione delle strategie d’investimento su certi temi, i fondi attivi hanno fatto meglio di prodotti concorrenti come i passivi o i fondi “non tematici”.
A dirlo è Credit Suisse a margine della “European Financials Disruption Conference 2020” dove gli analisti della banca d’affari menzionano le difficoltà che i fondi passivi hanno mostrato nella costruzione e gestione di investimenti in specifici temi. Non è un caso che, con 31 chiusure da inizio gennaio, il 2020 sia stato l’anno con il più alto numero di chiusure dal 2000.
Negli ultimi tre anni il comparto dei fondi tematici cresce ad un tasso annuo composto (Cagr) del 41,3% (dato aggiornato a settembre 2020). In termini di asset under management (aum) siamo a 320 miliardi di euro al 30 novembre.
Il mercato leader di questo segmento dell’industria è l’Europa, dove con circa 140 miliardi di masse rappresenta il 3,1% del mercato totale dei fondi azionari Europa, stima Credit Suisse.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, negli Usa, i fondi tematici gestiscono circa 60 miliardi di dollari, ma la loro quota cresce ad un ritmo più sostenuto. La banca d’affari elvetica la stima attorno al 49,2% negli ultimi 3 anni.
Fondi tematici, Europa e Usa a confronto
Dall’altro lato, sottolinea il report, negli Usa la concorrenza dei fondi passivi è più agguerrita, mentre in Europa gli ultimi tre anni hanno visto prevalere i fondi tematici contro i passivi, con una raccolta rispettivamente oltre i 50 miliardi $ per i primi e di circa 10 miliardi per i secondi.
Su alcuni temi d’investimento, i così detti Megatrend, Credit Suisse cita i trend demografici e la robotica, i gestori attivi hanno sovraperformato le controparti passive. “I tematici sono un’opportunità per i gestori attivi perché emerge che in diversi sub-settori è possibile generare extra rendimento rispetto al mercato e quindi giustificare costi più alti rispetto ai prodotti passivi”, scrivono gli analisti della banca d’affari.
I dati Morningstar indicano che, in media, i fondi tematici, sia attivi che passivi, addebitano in media fino a 20 punti base in più rispetto agli omologhi “non tematici” che investono nello stesso universo di azioni. “Sono differenziali sostenibili nel medio termine”, dice CS, citando le outperformance dei tematici.
Fra i player meglio posizionati per beneficiare delle opportunità fornite dal comparto dei fondi tematici Credit Suisse menziona DWS e Amundi poiché “nel nostro universo hanno la maggiore esposizione ai fondi tematici (2,7 miliardi e 5,5 miliardi di dollari di masse in gestione, rispettivamente). Riteniamo che questa caratteristica si combini bene con la già ampia offerta in ambito Esg, che denota, a nostro avviso, un buon senso commerciale”.
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