Per ora è una tendenza circoscritta alla clientela istituzionale: “tecnicamente siamo di fronte al fenomeno Contactless Wealth Management”. Il parere degli esperti di Deloitte
Marco Mione, fintech team manager per Deloitte Consulting e vicepresidente Siat
Con Covid-19 il progresso tecnologico nel settore dell’asset e wealth management ha conosciuto un’accelerazione spaventosa.
Non solo nuove forme di comunicazione fra colleghi e clienti, ma anche scienza dei dati – in inglese data science – per prevedere i futuri comportamenti dei clienti in situazioni di panico e stress oppure per mettere a punto nuovi modelli di asset allocation e costruzione dei portafogli.
Secondo una ricerca della società di consulting Alpha FMC – in anteprima su Ignites Europe (gruppo editoriale Financial Times) – questa per ora rimane una tendenza circoscritta alla clientela istituzionale degli asset manager più grandi, ma sempre più case d’investimento in Uk e Europa compiranno passi in tal senso.
Paolo Gianturco, senior partner, business operations & fintech leader presso Deloitte Consulting
“La crisi Covid ha aperto la porta a sfide nuovissime per il settore dell’asset e wealth management”, conferma a FocuRisparmio Paolo Gianturco, senior partner, business operations & fintech leader presso Deloitte Consulting.
“Ci sono in campo diverse macro forze – spiega il manager – che guidano il mercato verso una ridefinizione degli assetti e nuovi modelli di business, che io chiamo new-normal”.
L’esempio più concreto di questa tendenza è Vanguard. Il responsabile del mercato europeo, Sean Hagerty, ha detto di voler esportare dagli Stati Uniti il modello di servizio e l’offerta commerciale fatta di piattaforme digitali efficienti anche in Europa.
“Le grandi case d’investimento hanno sfruttato le proprie dimensioni per migliorare la profittabilità abbassando i costi dei prodotti offerti alla clientela. Questo risultato è stato ottenuto grazie agli investimenti in nuove tecnologie”, sostiene Marco Mione, fintech team manager per Deloitte Consulting e vicepresidente Siat – l’associazione italiana di analisi tecnica dei mercati finanziari, che è direttamente impegnato su progetti di digitalizzazione per diversi player italiani e internazionali.
L’era del ‘Contactless Wealth Management’
Le società di gestione dei fondi continuano ad accelerare la loro trasformazione digitale impiegando sempre più canali alternativi per offrire agli utenti servizi di gestione patrimoniale senza contatto. “Tecnicamente siamo di fronte al fenomeno che io definisco ‘Contactless Wealth Management’”, osserva Gianturco.
Quali sono i servizi compresi in questa nuova definizione? Di questo e molto altro si è parlato nel corso dell’Osservatorio Investment Management 2020 – un convegno annuale organizzato da Siat e Deloitte – cui hanno preso parte i principali operatori di mercato attivi su questo trend emergente.
“Mi viene facile dire advanced analytics e soluzioni cognitive: tutte soluzioni offerte per andare incontro ai nuovi bisogni dei clienti che con la pandemia si sono radicalmente evoluti”, sostiene Gianturco. “Tutto ciò si traduce in maggior qualità e personalizzazione dei servizi offerti alla clientela”.
Anche in Italia il tema digital e della tecnologia è molto dibattuto. In particolare, si discute sempre più di nuove piattaforme digitali che offrono servizi di investimento e risparmio. Da una ricerca condotta da Wall Street Italia in collaborazione con T-Voice, società del gruppo Triboo che si occupa principalmente di opinion mining, sentiment analysis e topic discovery, è emerso che nel periodo di lockdown, accanto alle tradizionali keyword del risparmio gestito sui social network è emersa la tematica del “phygital”, fisico e digitale insieme.
“Con Covid è avvenuto lo sdoganamento dell’online come elemento imprescindibile nelle strategie di business e della relazione col cliente da parte delle case d’investimento”, chiosa Mione, che conclude con una metafora presa a prestito dal mondo culinario:“Così come in un ristorante stellato cucina e sala devono seguire una linea di servizio comune, la tecnologia permetterà anche all’asset e al wealth management, produzione e distribuzione, di dialogare in maniera più efficiente, con il risultato di ottenere risultati agili, efficienti e user friendly”.
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