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Anasf, Fiarc e Federagenti chiedono al governo di comprendere anche cf, agenti di commercio e intermediari finanziari tra i beneficiari dei nuovi contributi a fondo perduto
Consulenti finanziari, agenti di commercio e intermediari finanziari devono poter accedere ai nuovi contributi a fondo perduto previsti dal governo per le categorie più colpite dalla crisi pandemica. Anasf, Fiarc e Federagenti, uniti nella la lista Fare presto! appena uscita vincitrice con il 44% dei voti alle ultime elezioni Enasarco, scendono unite in campo per ottenere dal governo che quanto previsto per partite Iva e pmi nel decreto Ristori venga “indirizzato anche alle categorie rappresentate”.
Il provvedimento da oltre 5 miliardi approvato ieri pomeriggio prevede di aiutare con nuova liquidità imprese in grave crisi, partendo da quei settori che recentemente sono stati oggetto di provvedimenti di chiusura, come palestre e piscine, o di forti limitazioni, come ristoranti, pub, impianti sciistici e agenti del turismo, individuandoli sulla base dei codici Ateco.
“Chiediamo di essere coinvolti e ascoltati a livello istituzionale – dicono le tre sigle, rappresentative di decine di migliaia di iscritti e professionisti – per avere le giuste risposte per agenti di commercio, consulenti finanziari e intermediari finanziari che, ricordiamo, intermediano circa il 70% del Pil italiano e che secondo recenti stime hanno visto ridursi i propri guadagni di circa il 40% solo nell’ultimo anno. Crediamo che tali figure, individuate in base ai codici Ateco, rientrino a pieno titolo tra i soggetti beneficiari del nuovo provvedimento e che maggior tutela sia offerta a quelle imprese che hanno come clientela imprenditori che operano nei settori oggetto di chiusura totale o parziale”.
Non solo. Secondo Anasf, Federagenti e Fiarc, “il meccanismo ideato in precedenza, che non considerava il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi le provvigioni non sono immediate, ma vengono riconosciute a distanza di mesi, va profondamente rivisto per evitare di tagliare fuori dai sostegni moltissimi imprenditori in grande difficoltà, come purtroppo già avvenuto nei mesi scorsi”.
Le tre sigle chiedono dunque di essere convocate: “Ci dichiariamo ancora una volta disponibili a dare immediatamente il nostro contributo, per evitare che tali imprese, già duramente colpite dalla crisi economico-finanziaria che negli ultimi 10 anni ha costretto a chiudere l’attività a circa 50.000 tra agenti di commercio e intermediari finanziari, non vengano affossate definitivamente dall’emergenza epidemiologica in atto”.
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