70 Paesi si mobilitano per l’educazione finanziaria
Al via la Settimana Mondiale dell’Investitore per promuovere l'alfabetizzazione finanziaria di base presso giovani e adulti.
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L’educazione finanziaria rappresenta uno degli elementi portanti nell’architettura della Capital Markets Union (Cmu), l’unione dei mercati dei capitali progettata dalla Commissione europea per incanalare i capitali al servizio delle imprese del vecchio continente.

“La Cmu richiede agli investitori di riacquistare la fiducia nei mercati finanziari. Ritengo che gli investitori guadagneranno – o recupereranno – fiducia nei mercati finanziari se si sentiranno protetti, e ciò richiede un aumento del livello di tutela dei consumatori. Tuttavia, non si può veramente investire e avere fiducia nei mercati finanziari senza capirne almeno le basi. Ecco perché gli sforzi per promuovere l’educazione finanziaria possono contribuire alla Cmu”.
Lo ha detto Steven Maijoor, presidente dell’Esma (l’autorità europea dei mercati finanziari) in un discorso dal titolo “Educazione finanziaria e tutela degli investitori in Europa: il ruolo dell’Esma”, tenuto di fronte a una platea di investitori e policymaker in apertura della conferenza della Fsma (l’autorità belga che vigila sul corretto funzionamento dei mercati finanziari) parte della serie di incontri della World Investor Week organizzata dalla International Organization of Securities Commissions (Iosco).
Il lancio della Cmu è previsto per il 2019. L’obiettivo è di fornire alle aziende europee, e in particolare alle piccole e medie imprese, un ampio ventaglio di fonti di finanziamento attraverso la creazione di un’infrastruttura finanziaria, che aiuti le imprese e dunque i lavoratori. Per le loro caratteristiche anche i Pir, i piani individuali di risparmio a lungo termine che sono tra gli strumenti finanziari bestseller del 2017 in Italia, sono uno strumento che rientra a pieno titolo nell’impianto della Cmu. Un più alto grado di alfabetizzazione finanziaria può contribuire anche alla loro diffusione.
“Quello dell’educazione finanziaria è un problema che interessa ogni segmento della popolazione, comprese le persone con un alto livello di istruzione”, ha affermato Maijoor, secondo cui per aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’educazione finanziaria bisogna partire dai banchi di scuola.
“Sono personalmente convinto che i giovani debbano essere un obiettivo prioritario e per questo impartire lezioni di educazione finanziaria a scuola è estremamente importante”. Gli anni scolastici, ha spiegato il presidente dell’Esma, sono il momento migliore per consegnare ai risparmiatori del futuro “una fondamentale cassetta degli attrezzi sulle questioni finanziarie”.
Tutela degli investitori, le sfide di oggi (e di domani)
Nel corso del convegno, Maijoor ha illustrato il ruolo dell’Esma nel campo dell’istruzione finanziaria e della tutela degli investitori. “Questi due temi vanno a braccetto”, ha spiegato, facendo poi riferimento a un’indagine sull’alfabetizzazione finanziaria condotta dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel 2016 a livello globale, secondo cui in 11 stati membri dell’Unione europea (ivi compresa l’Italia) meno del 40% della popolazione adulta è capace di maneggiare principi di base come l’interesse composto.
“Questo basso livello di educazione finanziaria in Europa è preoccupante per molti aspetti considerando che i cittadini europei devono affrontare, oggi più che mai, importanti scelte finanziarie”, ha proseguito Maijoor.
Tra queste, il presidente dell’Esma ha posto l’accento sull’evoluzione dei regimi pensionistici pubblici, che da quelli tradizionali in cui non è prevista alcuna decisione finanziaria da parte dei dipendenti stanno evolvendo verso sistemi in cui questi “saranno tenuti a scegliere tra diverse opzioni offerte privatamente”.
Inoltre, nell’attuale contesto di mercato di tassi bassi, un numero crescente di consumatori che fino a pochi anni fa risparmiavano con strumenti relativamente poco complessi, come depositi bancari e titoli di stato, sta spostando parte dei propri risparmi sui mercati finanziari per ottenere un rendimento anche solo leggermente più consistente.
Entrambe le tendenze sono facilitate e accresciute in volumi e velocità dalla digitalizzazione che ha semplificato l’accesso ai mercati finanziari. Attenzione, però: “Questa facilità di accesso ha sia vantaggi sia rischi per i consumatori; tra i rischi, la limitata alfabetizzazione finanziaria di molti consumatori è certamente un fattore di preoccupazione”, ha affermato Maijoor. La diffusione della tecnologia digitale può inoltre rendere più deboli gli investitori meno sofisticati di fronte ad aggressive campagne di marketing volte a collocare presso il pubblico (anche retail) prodotti speculativi ad alto rischio.
Il ruolo attivo dell’Esma
“Considerando il basso livello di alfabetizzazione finanziaria della popolazione europea e, di conseguenza, la forte necessità di protezione dei consumatori, Esma intende continuare a dare priorità al suo mandato di protezione degli investitori e si prepara a rafforzare ulteriormente il proprio raggio di azione nei prossimi anni”, ha detto il presidente dell’Esma avallando, seppur indirettamente, l’azione della Commissione Europea che a fine settembre ha proposto di aumentare i poteri dell’authority e di accentrare la supervisione dei mercati finanziari a livello europeo, al fine di limitare la frammentazione tanto della regulation comunitaria quanto della sua applicazione.
Secondo il proprio regolamento costitutivo, il ruolo dell’Esma nell’ambito dell’educazione finanziaria consiste nella revisione e nel coordinamento delle iniziative di promozione avviate dalle autorità di controllo nazionali. Per perseguire questo obiettivo l’autorità sostiene iniziative mirate ad aumentare il livello complessivo dell’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini dell’Unione europea.
L’azione dell’Esma in questo ambito, ha spiegato Maijoor, si concentra quindi su due aspetti: la promozione di uno ‘scambio di feedback’ tra le autorità nazionali sulle loro esperienze nel campo dell’alfabetizzazione finanziaria e il perseguimento di azioni volte a incrementare la protezione degli investitori. Con l’accento posto soprattutto sul secondo pilastro, che è anche un obiettivo statutario dell’autorità: “Considerando che il livello di educazione finanziaria globale della popolazione è piuttosto basso, promuovere regole di protezione degli investitori più rigide rappresenta il modo più efficace per proteggerli, indipendentemente dal loro grado di alfabetizzazione finanziaria”, ha osservato Maijoor.
