Enasarco, ‘Fare Presto’ denuncia: “Colpo di mano, pronto il ricorso”. Esulta Uiltucs
All'indomani dell'elezione del nuovo Consiglio di amministrazione, continuano le polemiche legate alla governance dell'ente
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Non accenna a placarsi la guerra scoppiata in Enasarco, l’ente di previdenza degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari, dopo il voto del 23 dicembre scorso con il quale l’Assemblea dei delegati ha scelto il nuovo cda. E proprio nel giorno in cui il board fresco di nomina è chiamato a riunirsi per scegliere il presidente della Fondazione e i suoi vice, arriva la diffida di Fare Presto! e Artènasarco.
Le due liste, sostenute da Confesercenti, Anasf, Assopam, Federagenti, Fiarc e, come sottolineato in una nota, “rappresentanti la maggioranza dei voti espressi dalle aziende nel corso delle elezioni per il rinnovo delle cariche in Enasarco ed esprimenti la metà dei consiglieri eletti nel Consiglio d’amministrazione”, contestano infatti l’esito delle votazioni pre-natalizie.
Casus belli, la decisione della commissione elettorale di rendere invalido il voto di uno dei delegati eletti in quota FarePresto! e Arténasarco, annullamento che ha consentito al gruppo espressione della governance uscente di conquistare la maggioranza.
A nulla sono valse le precisazioni dell’ente. Dopo le proteste per il “colpo di mano”, rivolgendosi al cda, la compagine delle liste alza il tiro e scrive: “Invitiamo e diffidiamo formalmente dal procedere alla costituzione del Consiglio di amministrazione e, conseguentemente, dal porre in essere alcuna attività di tale organo in assenza della dichiarazione di accettazione della carica da parte di tutti i consiglieri, riservandoci di agire presso le autorità istituzionali e giurisdizionali competenti per tutelare i nostri diritti ed interessi, nonché la legittimità dell’azione degli organi della fondazione”.
“In virtù dell’art. 17 dello Statuto e degli artt.li 22, commi 1 e 2, e 31 del Regolamento elettorale – si spiega infatti in una nota -, in assenza della dichiarazione di accettazione dell’incarico e della conseguente individuazione di tutti i consiglieri, non si può ritenere correttamente convocato e costituito il consiglio di amministrazione indetto per la data del 4 gennaio 2021 e, quindi, legittimato ad assumere alcuna decisione. Ciò anche alla luce di quanto espressamente previsto dall’art. 20 del regolamento elettorale per la convocazione dell’Assemblea dei delegati, i quali sono convocati solo a seguito della dichiarazione di accettazione dell’incarico”.
“Atteso quanto sopra rappresentato – conclude la nota – e nell’evidenziare come la decisione della Commissione elettorale del 28 dicembre 2020 sia oggetto di impugnativa, atteso il suo contenuto palesemente illegittimo, nonché travolgente tutti gli atti successivi, ivi compresi quelli oggetto della presente”, FarePresto! e Artènasarco chiedono dunque lo stop del board.
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